Carla Voltolina Pertini, una anti-first lady

Io amavo il mare, lui la montagna - Ritratto di Carla Voltolina Pertini (AA. VV., Arcipelago Edizioni 2015, pp. 172, 10 euro) è il titolo del volume che raccoglie gli atti del convegno dedicato alla moglie del “Presidente più amato dagli italiani”. Ne esce la biografia di una donna che fu campionessa di nuoto a soli 12 anni, moderna ed originale, poco incline ai cerimoniali, una vera anti-first lady che, infatti, non dormì mai al Quirinale. Ancor prima che Sandro Pertini fosse eletto, disse al marito: “Facciamo così, se ti eleggono Presidente io me ne vado a Nizza: fare la moglie di un presidente non è una professione che dà senso alla vita. Io ne faccio parte ma non sono stata eletta e mi chiamo fuori, continuo quella che è stata la mia scelta”. Con la sua scelta avrebbe potuto rischiare l’“ombra perpetua”, invece no. Si tratta di un’agile e piacevole lettura, da leggere tutta d’un fiato, che fa luce su una donna che aveva le idee ben chiare sulla sua vita e sulla rivendicazione dei diritti civili, sconosciuta ai più.

Torinese di nascita, classe 1921, trascorse lì la sua adolescenza, in una famiglia di tradizione socialista. Nella Resistenza aderì alle Brigate Matteotti e fu il cognato a chiederle di fare da ufficiale di collegamento - a lei non piaceva il termine staffetta - ed in questa veste scortò fino “a Milano un coraggioso dirigente socialista, paracadutato in Francia e giunto a Torino dopo un’avventurosa traversata invernale del Monte Bianco”. Lui era Sandro Pertini che lei, pochi mesi prima di morire, ricorderà così: “Sandro è stato per me un grande maestro, un grande socialista, un uomo affascinante, gentile, altruista, un grande compagno! Mai una slealtà, mi ha insegnato a dissentire, ma con educazione. Mi ha amato moltissimo, ma anch’io l’ho amato. Forse di più”. Decisiva per la loro unione è stata la Resistenza con episodi intensi e drammatici, dove hanno rischiato la fucilazione entrambi con paure mai sopite nella memoria di Carla, che ricorda: “Sono passati sessant’anni e se sono viva lo devo anche alle portinaie di Milano che ci aiutavano, donne di grande coraggio, rimaste anonime, ma in un certo senso, eroine”.

Nella Resistenza, dove fu attivissima, si formò come giornalista: aveva imparato durante la lotta partigiana a comunicare per trasmettere concetti chiari. Finita la guerra cominciò il suo impegno sociale con la parlamentare socialista Lina Merlin nell’inchiesta sulle case chiuse che sfociò nella nota “Legge Merlin”. Poi continuò a svolgere indagini nelle carceri e nei luoghi di lavoro. Nel 1972 si laureò a Firenze in Scienze Politiche e successivamente si specializzò a Torino in Psicologia, continuando nel suo impegno sociale ad interessarsi dei più deboli. Nonostante le resistenze dei genitori e le perplessità dello stesso Pertini, si sposarono l’8 giugno del 1946. Lei aveva 23 anni, lui 48. Pertini disse poi: “Carla è stata la mia unica fonte di serenità, ma all’inizio io pensavo che lei fosse troppo giovane, temevo un fallimento matrimoniale”. Ci racconta invece lei: “Ero talmente innamorata che se non mi avessero dato il permesso di sposarlo sarei scappata con lui”. La loro storia nacque a Milano durante la Resistenza, dove condivisero un alloggio di fortuna. E sembra che la loro abitazione di Roma, nella disposizione, sia una fotocopia di quella di Milano. Entrambi erano anche molto legati a Nizza, dove Pertini visse da esule politico. Lì erano soliti soggiornare insieme per lunghi periodi. Già il giorno successivo al settennato erano lì, perché Nizza era per loro “il mare e la libertà”. E quando lui voleva andare in montagna, lei gli diceva: “A me camminare non piace, preferisco nuotare, ti aspetterò a Nizza”.

Carla Voltolina Pertini muore a Roma il 6 dicembre del 2005. Nella sua ultima intervista rivela il suo sogno e le sue inquietudini: “Non pensavo che la mia Patria finisse così male. Mi fa male il fegato a pensarci. Noi, ragazzi e ragazze, abbiamo rischiato la vita durante la Resistenza. Bisogna che i giovani, i ragazzi delle scuole sappiano. Ci vuole una sede dove allestire una mostra permanente su Sandro Pertini”. Ma la mansarda, di proprietà del Comune di Roma, a Fontana di Trevi, dopo un abbandono durato parecchi anni, ha rischiato la messa in vendita a basso costo. Se ciò non è avvenuto, si deve solo all’intervento dell’“Associazione Sandro Pertini Presidente” che si è battuta per realizzare il sogno di Carla Voltolina. Vedremo se la nuova amministrazione capitolina darà una risposta positiva al progetto della casa- museo.