Test e contagi: Regioni a confronto

Da oggi a domenica, dalle 8 alle 18: questa la tabella di marcia dei test a tappeto avviati in Alto Adige. Sono quasi duecento i presidi individuati, che vanno dalle palestre ai seggi elettorali. Dieci giorni di quarantena per gli asintomatici e 60mila altoatesini che hanno prenotato per lo screening Covid. Martedì prevista l’apertura di materne ed elementari. Nei 116 Comuni dell’Alto Adige ci sono in funzione 600 linee di test, con tamponi ogni 1-2 minuti. Tutti provvedimenti, questi, che puntano alla discesa dei contagi nel minor tempo possibile.

TOSCANA

Nei giorni scorsi sono stati sperimentati tamponi autosomministrati, che hanno dato il seguente risultato: zero positivi confrontandoli con i test molecolari tradizionali. Alberto Zanobini, direttore generale dell’ospedale pediatrico Meyer, ha spiegato che potrebbe rappresentare una soluzione “al problema del sovraffollamento dei centro tamponi, siano essi nelle strutture sanitarie o nei drive in”. Per quanto concerne i dati del 19 novembre, in Toscana i nuovi casi sono stati 1.972 in più rispetto a mercoledì, con una età media di 49 anni circa (il 12 per cento ha meno di 20 anni, il 22 per cento tra 20 e 39 anni, il 35 per cento tra 40 e 59 anni, il 20 per cento tra 60 e 79 anni, l’11 per cento ha 80 anni o più). È cresciuto il numero dei guariti (6,2 per cento), 3616 i tamponi antigenici rapidi eseguiti ieri.

LOMBARDIA

Come ha detto ieri il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, “per la prima volta dal dall’inizio della nuova ondata il totale dei ricoveri ha un segno negativo. Un nuovo piccolo segnale di miglioramento”. Per Fontana “potrebbe essere un dato isolato o l’inizio della discesa, i numeri non sono alti come l’ondata che abbiamo affrontato a marzo”. Poi ha notato: “I nostri ospedali si stanno occupando con enorme impegno di 8.291 persone ricoverate e 915 pazienti in terapia intensiva”.

CAMPANIA

Oggi sono stati attivati ulteriori 16 posti, completando così la dotazione dei primi cinquanta posti letto Covid dell’Azienda ospedaliera universitaria “Luigi Vanvitelli”. I posti letto si trovano nel padiglione 3 del complesso di Cappella Cangiani. A stretto giro, ce ne saranno altri cinquanta nel padiglione 17. I posti letto hanno ossigeno ad alti flussi, con monitori che permettono di osservare anche da lontano – e in modo costante – la situazione. Ieri in Campania i positivi sono stati 3.334, così suddivisi: 3.127 asintomatici, 207 sintomatici. I tamponi del giorno sono ammontati a 23.496.

LAZIO

“È stata buona l’adesione dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta alla manifestazione di interesse per esecuzione dei tamponi rapidi antigenici. Sono 1.737 i medici di medicina generale che hanno aderito, così suddivisi: 332 alla Asl Roma 1, 309 alla Asl Roma 2, 208 alla Asl Roma 3, 107 alla As, Roma 4, 204 alla Asl Roma 5, 92 alla Asl Roma 6, 143 alla Asl di Frosinone, 191 alla Asl di Latina, 51 alla Asl di Rieti e 100 alla Asl di Viterbo. Sono 421 i pediatri di libera scelta che hanno aderito, così suddivisi: 74 alla Asl Roma 1, 101 alla Asl Roma 2, 59 alla Asl Roma 3, 28 alla Asl Roma 4, 43 alla Asl Roma 5, 66 alla Asl Roma 6, 12 alla Asl di Frosinone, 15 alla Asl di Rieti e 23 alla Asl di Viterbo. È stato inoltre pubblicato sul Bur (Bollettino ufficiale regionale) 140 del 19/11/2020, l’accordo con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta su esecuzione dei tamponi rapidi e i certificati di fine quarantena”. Questo quanto comunicato dall’Unità di crisi Covid-19 della Regione Lazio nella giornata di giovedì. Per quanto riguarda i positivi, ieri nel Lazio sono stati 2697. L’assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato, ha puntualizzato: “Diminuisce il tempo mediano tra la data di inizio sintomi e la data di diagnosi, da quattro a due giorni. Bene l’indicatore del totale risorse umane dedicate all’attività di tracciamento. Il tasso di occupazione dei posti letto totali di terapia intensiva al 32 per cento e quello di area medica per pazienti Covid è al 49 per cento. Non bisogna abbassare la guardia, occorre ancora tempo”.

LIGURIA

“I dati dei nuovi positivi confermano la tendenza di rallentamento della diffusione del virus ormai diffusa in Liguria da alcuni giorni a questa parte. La tendenza è confermata ampiamente anche dal monitoraggio dei letti occupati, che calano di 51 unità, mentre sono stabili le terapie intensive. Ancora elevato il numero dei decessi, un dato purtroppo atteso, che ancora una volta riguarda in grande maggioranza persone appartenenti alle fasce più fragili della popolazione”. Il presidente di Regione Liguria, Giovanni Toti, ieri ha fatto il punto sulla situazione in merito ai contagi. “Quella con il Governo è stata una riunione proficua, in cui sono state affrontati diversi temi ancora da sciogliere, a partire quelli più tecnici come il riconoscimento dei tamponi antigenici rapidi come strumento di diagnostica al pari di quelli molecolari tradizionali. Ci auguriamo che il Governo già nelle prossime ore possa varare un provvedimento che ci consenta un uso migliore di questo strumento che già utilizziamo in modo molto diffuso. È stato inoltre deciso – ha annunciato – di insediare un tavolo tecnico con l’Istituto superiore di sanità e il Comitato scientifico, il ministero della Salute e i tecnici delle Regioni con l’obiettivo, da qui al 3 dicembre quando scadrà il Dpcm, di aver rianalizzato i 21 criteri di definizione del rischio e i tre scenari basati sull’Rt, che oggi sono il cruscotto di comando delle decisioni che dividono l’Italia in tre colori, per arrivare possibilmente ad avere un cruscotto più rapido, che ci consenta di prendere decisioni in tempi più stretti”.

SICILIA

“Siamo in una fase di grande attenzione e ho ritenuto di accompagnare le decisioni nazionali e regionali con un’ordinanza che ha l’obiettivo di sostenere i primi segnali positivi, evitando nei giorni domenicali e festivi le occasioni di assembramento che abbiamo visto in tante immagini pubblicate dai mezzi di comunicazione. Chiediamo a tutti uno sforzo nelle prossime importanti giornate”. Così il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, che ha adottato un’ordinanza destinata a limitare le occasioni di contagio nei giorni domenicali e festivi. Prevista la chiusura delle attività commerciali ad eccezione di farmacie, parafarmacie, tabaccherie ed edicole e del domicilio per i prodotti alimentari, dei combustibili per uso domestico e per riscaldamento. “Lo dobbiamo – ha ammesso – agli operatori della sanità che stanno dimostrando una capacità di intervento senza precedenti, ma lo dobbiamo anche a tutti gli operatori economici che stanno affrontando un momento difficile e, in definitiva, lo dobbiamo a noi stessi, perché bisogna ritornare a una vita il più possibile normale nei tempi che la pandemia impone”. In ultimo ha riferito: “Ho sentito il ministro della Salute, Roberto Speranza, che mi ha anticipato la decisione di rinnovare la propria ordinanza per tutte le zone arancioni in Italia, fissando per la prossima settimana un primo confronto tecnico per una nuova valutazione del rischio-Regione”.