“A bella”… ciao

Bella ciao, oppure ciao bella? Nel primo caso si tratta dell’inno partigiano che secondo il ministro, Lucia Azzolina, dovrebbe esprimere valori universalmente condivisi e dunque vorrebbe renderne obbligatorio il canto nelle scuole. Nel secondo caso, si tratta di una speranza, condivisa da molti, che possa salutare e andare a svolgere un’altra attività, magari sostituendo la comoda poltrona di viale Trastevere a Roma con un banchetto con le ruote che fa tanto distanziamento, a chiacchiere. E, soprattutto, fa tanta spesa per le casse pubbliche che forse mai come in questo periodo necessitano di scelte attente ed oculate. Non della fantasia creativa, leggi monopattini.

Senza volere innescare inutili polemiche, magari ci si poteva aspettare che nelle scuole venisse intonato l’inno di Goffredo Mameli. Così almeno anche le future generazioni di calciatori della Nazionale potranno fare la loro bella figura appena inquadrati dalla televisione, evitando di muovere a caso le labbra dovendo fingere di cantare parole che non conoscono. E in questo abbiamo ancora molto da imparare dagli altri Paesi, non solo perché importiamo quotidianamente tanta umanità dai Paesi che soffrono e ci ritroviamo un po’ di questa stessa umanità davanti ai supermercati: con la scusa di chiederti una moneta, meglio se di carta, a noi donne rifilano un puntuale e fastidioso “ciao bella”. Vorrei vedere se, a casa propria, lo dicessero alla loro sorella!

Questa scelta della signora ministro è difficile da capire, prima ancora che da metabolizzare. E neanche vogliamo evidenziare come al pianeta scuola servirebbe ben altro che questo percorso canoro, che porterà sicuramente ad ulteriori divisioni. Per cantare obbligatoriamente “Bella ciao” nelle scuole potrebbe bastare una circolare. Per cantare quel ciao bella occorrerà aspettare un po’ di tempo ma alla fine, stonati o meno, riusciremo anche in questo. Intanto stiamo facendo le prove generali col rapper Ghali: “Ciao bella io ti conosco/Tu fumi cannella / Mandala mandala manda Mandela /Cinque in condotta e brucio la pagella”.

@vanessaseffer