Counseling psicologico. Quando abbiamo bisogno di un aiuto?

Nei tempi odierni l’uomo è ancora in grado di chiedere aiuto al prossimo? Prima di analizzare questo primo quesito, è opportuno domandarsi quando effettivamente l’uomo ha bisogno di aiuto. Effettivamente, ci sono varie forme di “richiesta” di aiuto. Molto spesso è celato, indiretto; basti pensare al nostro corpo, dotato di una proprietà dì linguaggio indiretto. Molto spesso il nostro corpo è un perfetto traditore; ma la fortuna vuole che non tutti siano in grado di svelare il vero significato. È la mente che mente. Ciò nonostante, non vuol dire che bisogna obbligatoriamente affidarsi a tale interpretazione. Infatti, molto spesso alcune persone sono anche in grado di saper gestire a proprio piacimento tutto ciò. Ritorniamo dunque al counseling, un termine britannico che nasce per fornire un “supporto”. Ma come si può fornire un supporto al prossimo se non siamo neanche in grado di “riconoscere “quando bisogna prestare il nostro aiuto? Le domande più pressanti a questo punto sono due: saper riconoscere quando noi gli altri abbiamo un problema; da chi dovremmo farci analizzare-aiutare: dall’amica? Dalla sorella? Dalla mamma? Dalla nonna? La gran maggioranza delle persone, infatti, avrà risposto: “eh eh sì vado a buttare i miei soldi per risolvere un problema piccolo …”.

Oppure “perché andare da una persona di competenza quando ho l’amica o la mamma che mi può dare un aiuto?”. In verità, dietro a queste risposte, vi è un sottaciuto timore di affidarsi a uno specialista, perché in molti (soprattutto in Italia) hanno la percezione che chi si afidi allo psicanalista sia “matto”. Non abbiamo quindi ben chiara la differenza che corre tra un consiglio (per il quale una persona fidata, a noi vicina, può essere un valido aiuto) e un aiuto. Ecco, anche in questo caso, bisogna saper “riconoscere” quando aiutare o chiedere aiuto e soprattutto a “chi” chiederlo. Purtroppo molti ancora sottovalutano le varie figure tecniche in campo psicologico; ma non è un male richiedere aiuto a queste figure professionali. Per chi non ha la possibilità economica, si può richiedere in forma gratuita un assistenza psicologica gratuita tramite l’Asl della propria zona. Esistono, tuttavia, anche altri spazi dove la persona può chiedere un aiuto. I centri counseling servono a questo. Un esempio virtuoso sul territorio nazionale è il Jes di Genova, un centro che da oltre vent’anni operatori qualificati e volontari offrono un servizio di consulenza gratuita per affrontare momenti di disagio e difficoltà.

Uno spazio di ascolto, riflessione e chiarificazione. I colloqui sono di gruppo, individuali, per coppia ed anche specifici per giovani. Il fondatore del progetto è Padre Vittorio Soana, un gesuita nato a Brescia nel 1941, psicologo e psicoterapeuta, che ha conseguito la licenza in filosofia e teologia e si è specializzato in terapia centrata sulla persona e psicodramma, in bioenergetica e in analisi transazionale. Il centro ha come obiettivo offrire un aiuto qualificato alle persone che vivono un blocco delle proprie capacità di affrontare con autonomia situazioni difficili nelle relazioni familiari, nei rapporti affettivi, nell’ambiente di lavoro, nel percorso scolastico, o a causa di un evento tragico come un lutto o una separazione. Un evidente, ma non unico, luogo in cui il counseling è portato avanti da personale competente e normativamente abilitato.