L’Opinione risponde: la tiroidite di Hashimoto

Giulio da Novara, scrive alla rubrica L’Opinione risponde (lettere@opinione.it), perché il suo endocrinologo gli ha consigliato di iniziare una cura a base di Levotiroxina sodica, in quanto ha diagnosticato la tiroidite di Hashimoto. Il nostro lettore ci spiega nella mail che da qualche mese soffriva di episodi di sonnolenza, stanchezza e debolezza, e parlando di questi sintomi al medico, lo stesso gli aveva prescritto degli esami ormonali per verificare la funzionalità tiroidea. Esami risultati alterati, tanto da diagnosticare la suddetta patologia. A tal proposito Giulio vorrebbe chiedere, ad un nostro esperto, un approfondimento riguardo la tiroidite. Abbiamo richiesto la consulenza del dottor Mario D’Aleo, medico chirurgo che così ha risposto: “La Tiroidite di Hashimoto è una malattia infiammatoria della tiroide, a genesi autoimmunitaria. Tale patologia, descritta per la prima volta nel 1912 dallo specialista Hakaru Hashimoto, è una delle più comuni e frequenti tireopatie. Rappresenta la prima causa di ipotiroidismo primario, ed è maggiormente diffusa nelle aree geografiche in cui è presente uno scarso apporto Iodico nella popolazione (aree Iodo-carenti). La prevalenza nella popolazione è variabile. In media compresa tra il 5-15 per cento nel sesso femminile, tra l’1-5 per cento nel sesso maschile. La tiroidite di Hashimoto può essere schematicamente suddivisa nella seguenti varianti morfologiche e cliniche:

1) Tiroidite di Hashimoto “propriamente detta”. È caratterizzata da “Gozzo tiroideo diffuso”, in presenza o meno di ipotiroidismo.

2) Tiroidite autoimmune asintomatica ad impronta Atrofica.

È caratterizzata da positività autoanticorpale, in assenza di gozzo e di franco ipotiroidismo.

3) Mixedema idiopatico.

È caratterizzato da Ipotiroidismo conclamato, assenza di gozzo e frequente negatività anticorpale.

Il quadro obiettivo-sintomatologico è molto variabile da soggetto a soggetto.

Questa malattia è spesso difficilmente identificabile dal punto di vista diagnostico, soprattutto nella frequente forma ad insorgenza molto lenta e subdola.

L’evoluzione in senso Ipofunzionale (Ipotiroidismo primario) di questa patologia autoimmunitaria tiroidea è imprevedibile e si può manifestare in qualsiasi fase della patologia medesima.

Raramente l’ipotiroidismo compare all’esordio della malattia, ma nella maggioranza dei casi compare in soggetti con positività anticorpale nota da anni.

Frequentemente la comparsa di segni e sintomi di ipotiroidismo conclamato è seguita da una fase di “ipotiroidismo subclinico”. In tali soggetti è rilevabile un’aumentata secrezione e produzione dell’ormone Tireostimolante (Tsh), a livello Ipofisario, con normalizzazione del livello degli ormoni tiroidei ed assenza dei sintomi e segni propri dell’ipotiroidismo primario.

La tiroidite di Hashimoto nella sua classica forma clinica può schematicamente essere inquadrata in tre fasi:

1) Eutiroidismo

2) Ipotiroidismo subclinico

3) Ipotiroidismo conclamato permanente

La progressione della tireopatia verso l’ipotiroidismo conclamato è più frequente nel sesso maschile. Tale frequenza aumenta nelle donne dopo i 45 anni.

Frequentemente questa patologia tiroidea è associata ad altre malattie autoimmunitarie organo - specifiche concomitanti.

Raramente nel corso della malattia si possono osservare fasi transitorie di Iperfunzione tiroidea. Tale fenomeno è descritto come “Hashitossicosi”.

Segni e sintomi

La tiroidite di Hashimoto è una patologia sottodiagnosticata, spesso rilevata casualmente nel corso di visite ed esami clinici effettuati per altre ragioni.

Esistono “Forme asintomatiche” e forme con sintomi lievi.

Spesso ci troviamo di fronte a soggetti con sintomi numerosi e poco specifici. Tali situazioni sono in grado di confondere il quadro clinico e di rendere più complicata la diagnosi ab initio.

L’esordio della malattia è molto spesso lento e subdolo ed i sintomi assenti o di lieve entità.

Nella fase iniziale, in alcuni casi, possono prevalere segni e sintomi dell’ipertiroidismo. (Hashitossicosi o Ipertiroidite). È una fase iniziale caratterizzata da una lieve iperfunzione tiroidea, che vira gradualmente verso una fase di ipofunzione cronica.

I sintomi della tiroidite di Hashimoto possono essere suddivisi in:

1) Sintomi dovuti allo squilibrio dei livelli ormonali.

2) Sintomi dovuti agli effetti del processo autoimmunitario (Produzione di autoanticorpi da parte dell’organismo).

In ogni caso, nonostante le rare e transitorie fasi di ipertiroidismo, nella tiroidite di Hashimoto prevalgono i segni ed i sintomi dell’Ipotiroidismo primario. Questo accade nella stragrande maggioranza dei soggetti colpiti da tale tireopatia. Per tale motivo si rende necessaria una rapida ed adeguata terapia ormonale sostitutiva. Mediante somministrazione di ormoni tiroidei sintetici (levotiroxina T4). I sintomi più frequenti della tiroidite sono: stanchezza, diminuzione del ritmo cardiaco, palpitazioni, attacchi di panico, capelli secchi e opachi, intolleranza al freddo, aumento ponderale. È spesso presente Ipercolesterolemia associata ad un ridotto metabolismo basale.

I sintomi dovuti alla componente immunitaria della malattia possono essere molto numerosi e difficilmente inquadrabili dal punto di vista diagnostico.

Questo può inizialmente creare confusione ed insicurezza nel medico e nel paziente.

Quando il processo autoimmunitario diminuisce di intensità, anche i sintomi da esso derivanti tendono a diminuire. Nel caso dell’ipotiroidismo conclamato, il trattamento terapeutico universalmente riconosciuto prevede la somministrazione di L-Tiroxina (Levotiroxina T4 Sintetica), a dosaggio sostitutivo.

La posologia terapeutica di L-Tiroxina è generalmente compresa tra 1 e 2 microgrammi al giorno. Tuttavia deve essere attentamente individualizzata.