La missiva di Filippo de Jorio: a Genova continua la malagiustizia

Ci ha scritto il professor Filippo de Jorio, e per segnalarci l’ennesimo caso d’una giustizia prona ai poteri (bancari, assicurativi, dirigenziali dello Stato, ministeriali, multinazionali). Si tratta d’una vicenda consumatasi presso l’Istituto Andrea Doria di Vallecrosia, dove molti alunni sono stati esposti e contagiati da un focolaio di tubercolosi (Tbc). Il professor de Jorio ha assistito presso il Tribunale di Genova il diritto dei minori (e dei rispettivi genitori) ad essere risarciti di tutti i danni patrimoniali (e non) patiti per via del contagio in ambito scolastico. Ma il foro genovese ha mandato assolti il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca scientifica, nonché il ministero della Salute ed anche l’Istituto comprensivo statale di Vallecrosia. Non pago di tanta giustizia, il tribunale ha anche detto in sentenza che le assicurazioni non dovranno risarcire le famiglia, evitando così un esborso (ed un danno patrimoniale) per le Generali Italia Spa, per la Asl di Imperia (assicurata con le Generali), per la Inter Partner Assistance Sa (Rappresentanza Generale per l’Italia), per l’Axa Assicurazioni Spa, per l’Amissima Assicurazioni Spa (già Carige Asscurazioni Spa), e per la Broker Scuola Service srl e Ambiente e Scuola srl. Insomma la cassa del potere e salva, e con lei anche la tasca dei ministeri. Infatti sono stati assolti anche il ministro pro tempore della Salute e dell’Istruzione, e in via gerarchica tutta la dirigenza scolastica: tutti difesi con la tasca del cittadino tramite l’avvocatura distrettuale dello Stato di Genova.

“Caro Ruggiero – scrive Filippo de Jorio – ti narro ancora sulla ingiustizia della giustizia. Anche nelle cause ‘più normali’ si verificano mostruose ingiustizie. Chi tratta con la giustizia, e come attualmente amministrata, si rende conto che un giudice può farsi beffe dei più elementari principi giuridici, poiché la redazione delle sentenze è affidata al suo libero convincimento e, secondo il principio costituzionale, egli può firmare una sentenza esecutiva ‘in nome del popolo italiano redatta come meglio crede, senza essere controllato da nessuno, e perché il controllo dei capi dell’Ufficio è ormai considerato una sorta di sacrilegio. Da oltre sei anni assisto presso il Tribunale di Genova un nutrito gruppo di genitori, i cui figli (tutti minori) sono stati infettati presso la Scuola Andrea Doria di Bordighera da una insegnante ammalata di tubercolosi, con il bacillo di Koch, subendo gravi conseguenze (forti cure antibiotiche, per oltre sei mesi e disturbi vari con postumi che dureranno tutta la vita) – racconta l’avvocato de Jorio –. Pubblicava ripetutamente la notizia Il Secolo XIX di Genova. Sin dall’inizio della causa mi ero reso conto che l’atmosfera presso il Tribunale di Genova non era propizia alla giustizia: dal Giudice La Mantia, chiaramente ostile, agli avvocati delle Assicurazioni (Gruppo Generali, Assitalia) che addirittura volevano colpevolizzare i poveri bambini ammalti. Per non parlare poi della consulente tecnica d’ufficio, che è addirittura una consulente delle assicurazioni come si evince dal suo curriculum: ha fatto una perizia i cui compensi sono stati liquidati dal giudice per euro 22mila, cifra astronomica perché del tutto inadeguata rispetto alle parcelle stabilite dalla legge ed alle ore di lavoro impiegate. Nella perizia – continua il professore – pur asserendo che i minori hanno tutti contratto la Tbc, il cui bacillo rimane latente nell’organismo e potrebbe ripresentarsi nel corso della vita in particolari circostante, non riconosce alcun danno degno di essere risarcito. Il presidente del Tribunale di Genova venne da me avvertito del modo del tutto anomalo con cui il giudice La Mantia gestiva il contenzioso.

Quindi il presidente assicurava all’avvocato Pisoni, che era con me nel Collegio di difesa, che avrebbe esercitato il dovuto responsabile controllo sull’attività del giudice unico, e in quanto capo dell’Ufficio. Devo ritenere, purtroppo (la battuta popolare è cane non mangia cane) egli non abbia osato disturbare il detto giudice. I risultati sono evidenti: i bambini sono stati infettati dalla maestra ma non devono essere risarciti, né delle spese affrontate dalle famiglie e neppure della debolezza permanente ormai nel loro organismo e conseguita per l’infezione dal bacillo di Koch. Orbene, nei giorni scorsi è uscita la sentenza che ti allego e che, malgrado le prove in atti, respinge la richiesta di risarcimento dei danni e, addirittura, condanna i genitori dei bambini alle spese del processo. Vicenda emblematica di ciò che accade in questi tempi (potrei citare decine di sentenze ignominiose) a tanti italiani beffeggiati dall’ingiustizia della giustizia – chiosa de Jorio – il cui degrado ha raggiunto limiti insopportabili. Ti ringrazio e Ti abbraccio”. La missiva dell’amico professore aggiunge conferme a quanto da anni si va sostenendo, ovvero che il partito dei giudici (ancor più dei pubblici ministeri) è il vero arbitro della nostra esistenza, avendo ridotto l’Italia ad una sorta di maniero kafkiano. E nessuno si permette d’affrontare il problema, temendo processi e carcere.