L’Opinione risponde: le otturazioni in amalgama

La signora Germana da Agrigento, scrive all’Opinione risponde (lettere@opinione.it), perché circa tre anni fa, il suo medico dentista, le ha curato ben quattro denti con carie, restaurandoli con l’amalgama. La signora, si è informata e approfondendo l’argomento, è venuta a conoscenza che studi recenti, hanno dimostrano che le otturazioni in amalgama, possono costituire una causa di intossicazione cronica per il corpo umano. A tal proposito, ci chiede se sia opportuno sostituire le otturazioni, con un materiale differente dall’amalgama. Il dottor Stefano Foglietta, medico chirurgo specializzato in odontostomatologia così risponde: al momento l’utilizzo dell’ amalgama dentale in Italia è ancora consentito adoperando le capsule in amalgama predosate con il mercurio non dispenso in forma libera. Tuttavia, dal primo luglio 2018, è stato proibito l’utilizzo delle amalgame dentali nei denti da latte e nei ragazzi fino al quindicesimo anno di età, così pure nelle donne in stato di gravidanza e quelle che allattano al seno. Circa la tossicità dei restauri in amalgama, questa sembra dipendere dalla presenza del mercurio. L’amalgama dentale viene tuttavia preferita da alcuni operatori in quanto considerata più predicibile dal punto di vista del successo clinico cioè è più difficile l’insorgenza di una carie secondaria. Certamente l’utilizzo dell’amalgama, dovrebbe essere evitata in persone con intolleranza nei confronti di metalli e ovviamente confronti del mercurio. L’attuale l’utilizzo delle otturazioni in amalgama è ottimamente sostituito con l’applicazione di restauri in resine composite o con cementi vetroionomerici ad alta viscosità. Tali alternative cioè l’utilizzo di resine composite pure di cementi vetroionomerici ad alta viscosità sono, secondo me, certamente da preferire decisamente rispetto l’utilizzo della vecchia amalgama di dubbia biocompatibilità. Nella mia pratica clinica non curo i denti con carie con l’amalgama del 1993. I due gruppi di materiali  che precedentemente ho citato, nella pratica clinica sono consigliabili anche perchè si avvicinano al colore del dente, con una migliore resa estetica.