Marciano Ricci e famiglia donano tre ventilatori polmonari

Gli italiani si mobilitano per aiutare le vittime del Covid-19 e spesso sono più concreti i privati dello Stato. È probabilmente il caso della famiglia di Marciano Ricci che ieri ha donato tre ventilatori “Falco 202 Evo” all’Azienda sanitaria del Molise, che a sua volta li assegnerà ai reparti di terapia intensiva degli ospedali molisani. Un gesto concreto reso possibile anche dall’impegno delle due figlie del sindaco di Montaquila, Sabrina e Mirella, che sono le titolari dell’azienda Fonte del Benessere Resort – Centro Mességué. E che hanno potuto fare questo acquisto presso il gruppo Siare.

Marciano Ricci ha accompagnato la donazione con una serie di dichiarazioni e considerazioni su questa emergenza ormai planetaria: “A chi ne ha la possibilità – ha detto – a chi come me ha la fortuna di essere a capo di aziende che hanno dato tanto a questo nostro straordinario Paese, ma tanto hanno anche ricevuto, dico che ora è il momento di fare ogni sforzo per aiutare il sistema sanitario regionale a contrastare la pandemia. Oggi una donazione, anche piccola, può fare la differenza. Chi non ha la possibilità – ha proseguito Ricci – e penso alle tante famiglie che purtroppo fanno fatica a mettere insieme il pranzo con la cena, può, anzi deve contribuire rispettando rigorosamente le misure che il presidente Giuseppe Conte, il governatore Donato Toma e i sindaci molisani hanno adottato per contrastare la diffusione del virus. Più ci sacrifichiamo e più in fretta potremo tornare a fare grandi cose per rendere ancor più grande la nostra amata Nazione”.

Poi anche altre osservazioni più politiche: “Lo Stato sta provvedendo con tutte le sue articolazioni. Ma non è semplice, non è affatto semplice. La Nazione è in difficoltà. La nostra “Madre Italia” è in difficoltà. E quando una mamma è in difficoltà i figli, tutti, corrono in suo aiuto e ognuno di loro fa quello che può per alleviare le sue sofferenze. Sento perciò il dovere di ringraziare tutti gli imprenditori molisani che hanno deciso di contribuire alla causa raccogliendo l’appello dell’Asrem (Azienda sanitaria regionale del Molise, ndr). Li ringrazio davvero di cuore perché il loro esempio mi ha indotto a fare altrettanto, senza indugio”.

Infine considerazioni sul Molise e sulla città da lui stesso amministrata come sindaco, Montaquila: “Negli occhi dei miei concittadini leggo paura, angoscia, terrore. A volte avverto un senso di impotenza che riesco a vincere solo pensando che quando tutto questo sarà finito – perché finirà – i nostri figli, i nostri nipoti costruiranno una società migliore. Lo faranno prendendo esempio da chi oggi è in prima linea. Dai medici, dagli infermieri, dai soccorritori del 118, dal personale sanitario. Da quelle donne e quegli uomini che stanno pagando con il prezzo della vita perché, purtroppo, la gravità della pandemia e l’imprevedibile velocità di diffusione sembrano essere più forti del nostro Sistema sanitario nazionale”.

Poi la chiosa finale: “Essere oggi, in un momento così drammatico, a capo di un’amministrazione mi sta dando la possibilità di toccare con mano quanto sia complesso gestire un’emergenza. Mi sta dando la possibilità di confronto continuo, giorno e notte, con i colleghi sindaci e amministratori, con le Forze dell’ordine, con la Regione, con la Prefettura”.