Fine vita, Cappato: “Siamo solo all’inizio”

Il 24 settembre la Corte costituzionale potrebbe fare un passo molto importante verso l’eutanasia e questo non piacerà Oltretevere. È circolata proprio nei giorni scorsi una dichiarazione di Papa Francesco che affermava che l’eutanasia potrebbe trasformare la persona in uno “scarto”.

Lo scorso anno, all’udienza del 23 ottobre, la Corte costituzionale, con il presidente Giorgio Lattanzi e relatore il giudice Franco Modugno, fu rilevato che “l’attuale assetto normativo concernente il fine vita lascia prive di adeguata tutela determinate situazioni costituzionalmente meritevoli di protezione e da bilanciare con altri beni costituzionalmente rilevanti”  al fine di ”consentire in primo luogo al Parlamento di intervenire con un’appropriata disciplina” ha deciso di rinviare la trattazione della costituzionalità dell’articolo 580 Codice penale all’udienza del 24 settembre 2019.

Se la Consulta non rinvierà l’udienza del prossimo 24 settembre, il rischio che il suicidio assistito non sia più punito dai 5 ai 12 anni è alto. Così almeno fino a quando il Parlamento non si deciderà a prestare attenzione ed esaminare la proposta di legge di iniziativa popolare che è stata depositata nel 2013 dall’Associazione Luca Coscioni. 

A Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione, abbiamo chiesto direttamente i motivi che lo hanno spinto in questi anni ad intraprendere la disobbedienza civile, contravvenendo al Codice penale italiano che prevede la reclusione per chi agevola l’esecuzione del suicidio in “qualsiasi modo”, da quando si verificò il caso di una esponente radicale che aveva trovato sostegno nel partito per poter andare in Svizzera per ottenere l’eutanasia. Al tempo, Cappato aveva specificato che da quel momento con l’Associazione Sos Eutanasia avrebbero garantito aiuto economico, con il pagamento del biglietto di viaggio, ai malati terminali che vogliono il suicidio assistito.

Che cosa si aspetta dal nuovo Parlamento e dalla Consulta il 24 settembre?

In solo due settimane nessuna legge evidentemente può essere approvata e quindi possiamo aspettarci nulla dal Parlamento. Ma possiamo contare sul fatto che la Corte mantenga l’udienza che aveva preannunciato non essendovi, quindi, alcun motivo per un rinvio, visto che non c’è stata l’approvazione di una legge, la Corte costituzionale può direttamente decidere se quel reato è compatibile o indiscriminatamente riferibile anche ai casi di persone con malattie irreversibili e sofferenze insopportabili nella stessa identica maniera con la quale è applicato per l’istigazione al suicidio di persone completamente sane. È evidente che sono due fattispecie molto diverse. Oggi la legge le tratta allo stesso modo e la Corte costituzionale ha la possibilità, se lo vorrà, di stabilire la parziale incostituzionalità di quella legge. D’altra parte la Corte costituzionale è sovrana della propria decisione, quindi potrebbe anche distanziarsi da quello che ha anticipato un anno fa oppure andare ancora oltre rispetto a quello che ha fatto. Questo lo staremo a vedere con il massimo rispetto. Per quanto mi riguarda ho sempre ritenuto di fare il mio dovere e che poi spettasse allo Stato italiano decidere se questo fosse anche un diritto. Però la decisione che ho preso di compiere questa azione di disobbedienza civile e che ho preso insieme a Mina Welby, anche nel caso di Davide Trentini, è relativo a ciò che riteniamo doveroso fare. Se questo sia un diritto non è compito nostro stabilirlo ma della Corte. Quindi, qualsiasi dovesse essere la decisione, ne prenderemo atto e la rispetteremo. Noi andremo avanti comunque.

Come è cominciato questo suo interesse o questa scelta “di aiutare a morire”?

La scelta è stata quella di aiutare Piergiorgio Welby quando me lo ha chiesto. La decisione non è mai stata mia semplicemente. Ma la mia decisione è stata quella di aiutare persone che avevano deciso. Da Welby in poi: Giovanni Nuvoli, Walter Piludu, lo stesso Peppino Englaro con Eluana, Dominique Velati, Davie Trentini, Dj Fabo. Sono state tante le persone che si sono trovate in quella situazione di volere e potere decidere di morire senza soffrire e ho ritenuto, a partire dal caso Welby in poi, che fosse un dovere aiutarle. L’azione di disobbedienza civile con l’autodenuncia è cominciata quando il Parlamento italiano ha iniziato ad ignorare la legge di iniziativa popolare che avevamo depositato. Che ormai è depositata da sei anni senza che il Parlamento l’abbia mai discussa. Quindi c’è stata una gradualità nel livello di confronto-scontro, con i rappresentanti istituzionali, fino a quando abbiamo avviato anche attraverso il sito internet www.soseutanasia.it l’azione di disobbedienza civile.

Ma se Cappato dovesse vivere in prima persona una situazione limite come la tragedia di Dj Fabo, a chi si rivolgerebbe per chiedere aiuto? Chi sarebbe il suo Cappato?

Non lo so. Sono situazioni rispetto alle quali nessuna simulazione è possibile. Nessuno può sapere cosa vuole fare in quella situazione e condizione. Né sapere se chiedendo a qualcuno, poi quella persona è disposta ad aiutarti. Non ci ho mai pensato.

Nel nostro Paese siamo ancora indietro su questo tema rispetto ad altri Paesi perché da noi c’è il Vaticano che è assolutamente contrario o no?

Il Vaticano non aiuta con le sue posizioni. Ma direi che ci sono i realisti più realisti del re, i papisti più clericali del Papa che usano questo tema per conquistare spazi di potere politico e che si oppongono in modo netto ed esplicito. Sono gli avversari meno pericolosi. Quelli più pericolosi sono quelli che, a parole, più o meno sembrerebbero quasi d’accordo ma che poi non sono disposti a fare nulla per ottenere dei passi avanti su questo tema. In particolare il problema vero è politico. I leader politici male sopportano temi che dividono trasversalmente i partiti, gli schieramenti, le coalizioni. Perché hanno il risultato di dividere l’elettorato e quindi il loro potere. La disciplina di partito funziona poco su questi temi e, di conseguenza, non essendoci soldi e potere da spartire, perché non ci sono appalti di opere pubbliche di mezzo, da un punto di vista del capo di un partito sono solo rogne. Potrebbero utilmente collegarsi ad un grande favore che questi temi hanno nell’opinione pubblica. Però, evidentemente, esercita una maggiore pressione l’interesse ad avere il potere all’interno del partito di quanto non conti l’interesse a fare progredire degli obiettivi popolari nel Paese.

Il 19 settembre ci sarà una manifestazione concerto a Piazza Don Bosco a Roma nei Giardini Welby, dove si tennero i funerali laici di Piergiorgio Welby. Per l’eutanasia legale #Liberifinoallafine.

@vanessaseffer