“New Connection”, blitz antimafia: arrestate 19 persone della famiglia Inzerillo

Un attacco durissimo alla mafia. Grazie alla collaborazione tra le Forze dell’ordine italiane e quelle americane è andato in scena un vero e proprio blitz antimafia “vecchio stile”. La squadra mobile e l’Fbi hanno portato a termine una delicata operazione tra Palermo e New York che ha “decapitato” gli Inzerillo. Si tratta della famiglia “perdente” della guerra di mafia degli anni Ottanta. Una famiglia che stava riorganizzando una vera e propria “roccaforte di potere” nella zona di Passo di Rigano, nel Palermitano. Tra i 19 arrestati figurano Francesco e Tommaso Inzerillo, rispettivamente fratello e cugino di Totuccio Inzerillo, caduto per mano dei corleonesi l’11 maggio del 1981. Erano stati arrestati nell’operazione Gotha e poi scarcerati.

Si erano rifugiati anche loro negli Stati Uniti ed erano rientrati in Italia una ventina d’anni fa, ricostituendo a poco a poco la “famiglia” e i nuovi equilibri. Tra gli arrestati anche il sindaco di Torretta, Salvatore Gambino. Il blitz, denominato “New Connection”, è stato effettuato con più di 200 uomini della Squadra Mobile di Palermo, del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato e dell’Fbi di New York e conferma il forte legame tra Cosa Nostra palermitana e la criminalità organizzata statunitense, in particolare il potente Gambino Crime Family di New York.

L’indagine è stata coordinata dalla Dda di Palermo guidata dal procuratore Francesco Lo Voi, ha fatto emergere anche la forte capacità pervasiva, da parte della famiglia mafiosa di Passo di Rigano, sull’economia del quartiere. Ciascun uomo d’onore, nel clan, aveva un ruolo e una mansione specifica nella gestione degli affari. Nel mandamento ogni attività economica – dalla fornitura alimentare, all’ingrosso, alla gestione dei giochi e delle scommesse online – era controllata dalla mafia che gestiva anche il racket delle estorsioni. Gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione aggravata, concorso esterno in associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori aggravato, concorrenza sleale aggravata dal metodo mafioso. Nel corso dell’operazione di polizia sono stati sequestrati beni per oltre 3 milioni tra mobili, immobili e quote societarie.

Il procuratore di Palermo Francesco Lo Voi ha commentato il blitz che ha svelato l’asse tra clan siciliani e americani e che oggi ha portato all’arresto di 19 persone. “È stato colpito – ha detto – un territorio particolarmente importante per Cosa nostra quale è Passo di Rigano che comprende le ‘famiglie’ mafiose di Torretta, Boccadifalco e Uditore. Abbiamo accertato che erano tornati a svolgere le attività criminali coloro che si erano dovuti allontanare dopo l’esilio imposto da Riina”.

“Gli Inzerillo – ha aggiunto, riferendosi agli esponenti della ‘famiglia’ esiliata da Riina e coinvolta nell’inchiesta di oggi – non hanno voluto partecipare alla riunione in cui si è deliberata la ricostituzione della Commissione di Cosa nostra. Al posto loro è andato Giovanni Buscemi, formale capo mandamento di Passo di Rigano. Gli Inzerillo, come emerge dalle intercettazioni, temevano che i nuovi componenti dell’organismo di vertice della mafia non avrebbero retto a eventuali arresti e si sarebbero pentiti”. Quanto agli affari illeciti scoperti, Lo Voi ha detto: “il clan svolgeva le sue attività classiche: estorsioni, intestazioni fittizie di beni, le scommesse e i giochi online”. Lo Voi ha anche sottolineato l’importanza della collaborazione delle autorità giudiziarie americane che, su rogatoria, stanno eseguendo una serie di perquisizioni negli Stati Uniti.

“Con grande soddisfazione – ha affermato il questore di Palermo Renato Cortese nel corso della conferenza stampa – voglio sottolineare che questa volta i perdenti di Cosa nostra soccombono allo Stato e non ai nemici interni. Il blitz di oggi, che cade a due giorni dall’anniversario della strage di via D’Amelio, rende ancora una volta merito alle intuizioni di Falcone e Borsellino e degli investigatori come Boris Giuliano che degli Inzerillo si occuparono già quasi 40 anni fa”.