Quando la moda segue le ideologie

É ormai l’argomento all’ordine del giorno, dagli Stati Uniti all’Italia è in atto un vero e proprio scontro pro choice-pro life. E il dibattito non si ferma alle aule parlamentari, alle marce per la vita o alle manifestazioni, il dibattito prende vita attraverso le piattaforme tv e sui tessuti delle passerelle.

Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci, nell’ultima sfilata presentata ai Musei Capitolini di Roma, città natale dello stilista, si è schierato apertamente a favore dell’aborto, neanche troppo per il sottile. La sfilata è stata quasi interamente dedicata alla promozione della Legge 194, riportando sugli abiti slogan quali “My body my choice”, piuttosto che la data di promulgazione della legge stessa ‘22.05.1978’ o addirittura il ricamo dell’utero. “E l’utero delle donne, questo mistero che noi uomini possiamo immaginare, l’ho immaginato come un fiore. Interrompere una gravidanza non estirpa questo fiore”, ha affermato lo stilista commentando la linea.

L’iniziativa, che ha avuto grande risonanza, è stata seguita anche dallo stilista Marc Jacobs, il quale ha deciso di cavalcare la tendenza pro aborto e, sulle orme della maison italiana, ha da pochi giorni realizzato una nuova edizione limitata. La linea di abbigliamento è stata creata assieme alla popstar Miley Cyrus e i proventi andranno a favore della Planned Parenthood, organizzazione multinazionale che si batte a sostegno della legislazione abortista. I capi della linea, di colore rosa, riportano la scritta “Don’t fuck my freedom”, frase tratta dal nuovo album della cantante.

Il lancio della campagna è avvenuto tramite i canali Instagram dell’attrice e cantante statunitense, ritratta con una torta che riporta la scritta “Abortion is healthcare”. Non solo il paragone tra la pratica dell’aborto e l’assistenza sanitaria crea una mistificazione della realtà, ma la scelta della torta stessa ha pure sollevato l’ira della pasticceria “The Sweet Feminist” alla quale è stata rubata l’idea e l’immagine.

La moda diventa così portatrice di messaggi e decide di schierarsi apertamente contro le ultime legislazioni che vietano l’aborto. Occorre tuttavia fare una riflessione e una distinzione tra l’ideologia e il marketing: sostenere le tendenze pro aborto in questo momento crea un grande ritorno sia in termini di visibilità che in termini economici e gli addetti del settore lo sanno bene, bisognerebbe solo chiedersi a beneficio e a danno di chi.