Francia: Lambert come Englaro?

Dopo dieci anni in stato vegetativo, l'ospedale di Reims ha avviato la procedura per interrompere le cure, l’alimentazione e l’idratazione a Vincent Lambert: il ragazzo tetraplegico diventato il simbolo del dibattito sul fine vita in Francia.

Il caso è particolarmente delicato date le diverse posizioni dei familiari: da un lato, infatti, la moglie di Lambert, i sei fratelli e suo nipote hanno accettato la decisione dei medici; dall’altro i genitori, ferventi cattolici, si sono opposti ed hanno partecipato al corteo che domenica 19 maggio ha visto circa 200 persone manifestare davanti all’ospedale per chiedere che il ragazzo resti in vita.

La decisione del dottor Vincent Sanchez, capo dell’unità per pazienti cerebrolesi dell’ospedale di Reims, è arrivata dopo la constatazione dell’irreversibilità dei danni cerebrali subiti a seguito di un incidente stradale (che risale al 2008), che hanno costretto il 42enne in uno stato vegetativo cronico.

La madre del ragazzo ha dichiarato alla BFM-TV: “Lo stanno uccidendo, senza averci detto nulla, sono dei mostri”, aggiungendo di aver appreso la notizia “questa mattina via mail”. Mentre il suo legale, Jean Paillot, ha commentato la decisione con queste parole: “È un peccato, uno scandalo assoluto, non sono nemmeno riusciti a baciare il loro figlio”.

I genitori avevano fatto richiesta di provvedimenti disciplinari nei confronti del dottor Sanchez ed avevano anche presentato appello alla Corte europea dei diritti dell’uomo, con una procedura di emergenza, per richiedere la continuazione delle cure al figlio. Ma non hanno ottenuto il risultato sperato.