Addio a Gianluigi Gabetti, braccio destro dell’avvocato Agnelli

È scomparso a Milano Gianluigi Gabetti. Il manager e consigliere della famiglia Agnelli aveva 94 anni. Braccio destro dell’avvocato Gianni Agnelli, Gabetti “è uno degli uomini più potenti e ricchi d’Italia”. Parola del giornalista Gigi Moncalvo, che definisce Gabetti un vero “Richelieu d’altri tempi”. Per Gabetti Gianni Agnelli è stato “l’italiano più significativo nel mondo, durante il secolo breve, cioè la seconda metà del Novecento. Quando vivevo a New York e avvisavo del suo arrivo David Rockefeller, Kissinger, Bill Paley della Cbs, questi personaggi – che di regola davano appuntamento da un mese all’altro – convergevano dalla sera alla mattina, volevano incontrarlo e sentire da lui la voce dell’Europa”.

L’incontro con Gianni Agnelli avviene nel 1971 a New York. Gabetti è presidente della Olivetti Corporation of America. Una domenica mattina lo chiama al telefono per chiedergli di accompagnarlo a visitare il Moma. Dopodiché, Gabetti diventa amministratore delegato dell’Ifi nel marzo 1972. È vicepresidente della Fiat dal novembre 1993 al giugno 1999. Con Cuccia, nel dicembre 1976 conclude l’accordo che porta i libici della Libyan Arab Foreign Investment Co (Lafico) a sottoscrivere un aumento di capitale della Fiat. Nel settembre 1986 riacquista 90 milioni di azioni Fiat ordinarie dalla Lafico, con un esborso di circa 1 miliardo di dollari, portando a poco meno del 40 per cento la partecipazione di Gruppo al capitale ordinario Fiat.

Lasciate le cariche per limiti di età e ritiratosi a Ginevra nel 1999, rientra dopo poco a Torino a causa della malattia dell’avvocato Agnelli per essergli vicino e aiutare la famiglia nella logistica delle cure in Italia e all’estero. Alla morte dell’Avvocato, Umberto Agnelli diventa presidente della Fiat e chiede a Gabetti di tornare in servizio affidandogli la presidenza dell’Ifil. Nel 2005 dà mandato all’avvocato Franzo Grande Stevens di studiare una soluzione che consenta alla famiglia Agnelli di mantenere il controllo sulla Fiat. Nell’aprile 2007 John Elkann, l’erede designato dall’avvocato, gli succede alla presidenza dell’Ifi.

Lo stesso Elkann, presidente di Fca, parla di “giorno triste. Perché con Gianluigi Gabetti scompare un uomo di grande saggezza, integrità e cultura: per quasi mezzo secolo è stato molto vicino alla mia famiglia e ha contribuito a far conoscere e apprezzare Torino e l’Italia nel mondo. In uno dei momenti più difficili che abbiamo attraversato nella nostra storia recente – sostiene Elkann – ci è stato a fianco senza mai cedere davanti alle difficoltà, assumendosi difficili responsabilità con senso del dovere, che ci hanno permesso di superare un periodo buio”.

Per il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, Gianluigi Gabetti è stato “un uomo gentile, profondamente radicato nella sua terra e nella cultura di senso dello Stato e delle istituzioni che il Piemonte ha contribuito a trasmettere il resto del Paese. Una delle persone più capaci di visione con cui mi è capitato di confrontarmi nella mia vita amministrativa”.