Nessuna tregua sul latte, nuovo assalto ad autocisterna

A meno di 24 ore dall’accordo sul prezzo del latte di pecora, siglato venerdì in Prefettura a Sassari tra pastori e industriali, la Sardegna è scossa da un nuovo assalto armato ad un’autocisterna, che è stata data alle fiamme oggi nelle campagne di Torralba, in provincia di Sassari.

L’assalto è scattato all’alba. Due uomini, armati e con il volto coperto, hanno assaltato un camion del latte diretto al caseificio “Fratelli Pinna” di Thiesi, uno dei più importanti della Sardegna e spesso preso di mira dai manifestanti nelle ultime settimane. “Non sono pastori, ma delinquenti, devono stare in galera, non nelle stalle”, ha tuonato Matteo Salvini.

L’intesa raggiunta venerdì prevede 74 centesimi al litro, con l’impegno di un conguaglio a novembre in base al prezzo di mercato del pecorino romano. Intanto la protesta per il prezzo del latte arriva anche in Sicilia. Oggi circa 200 persone hanno partecipato a una protesta nel porto di Catania. Come gesto simbolico hanno lanciato in mare “un pupazzo politico italiano” che, sostengono, “si sta comportando come un fantoccio che ubbidisce alle multinazionali”. “Hanno piazzato una rete di recinzione davanti alla strada - racconta Raffaele Dore, fratello del titolare del mezzo assaltato in Sardegna - Erano armati di fucile e pistola, hanno fatto scendere l’autista, un ragazzo di 27 anni, gli hanno tolto le scarpe, preso il cellulare, l’hanno fatto sdraiare per strada, pancia a terra, hanno rubato il camion e hanno proseguito per circa un chilometro poi hanno bruciato il mezzo e sono scappati. Questo mezzo non ce lo ripaga nessuno, ora ci fermiamo. Chiediamo sicurezza, vogliamo una scorta, non possiamo rischiare la vita”, ha detto ancora Dore.

Il ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio ha commentato: “Le persone perbene trattano, i delinquenti incendiano”.

Per Coldiretti “è un atto criminale, violento e vile che indebolisce la giusta battaglia dei pastori per dare dignità al proprio lavoro e salvare i 12mila allevamenti di pecore della Sardegna”. L’accordo di venerdì ha fatto esultare il Governo, mentre i pastori hanno fatto trapelare un “cauto ottimismo”, anche in vista del tavolo di filiera convocato per il 15 marzo. Ma per i manifestanti di oggi a Catania, “noi siamo invasi da prodotti che arrivano dall’estero a bassissimi costi, a causa di accordi siglati dai nostri politici. Quindi abbiamo realizzato questo ‘bel fantoccio’ che rappresenta i politici attuali e quelli precedenti, e invece di gettare latte a terra, buttiamo lui a mare”.