Unità ai margini

Correva l’anno 1979 e gli italiani rimasero inorriditi alla notizia che un somalo senza dimora era stato bruciato vivo a Roma da alcuni ragazzi annoiati sotto il portico di via della Pace.
Notizia cruda, uno shock, un pugno nello stomaco ed uno schiaffo alle coscienze di connazionali che non avrebbero mai potuto immaginare che molti anni dopo avrebbero avuto modo di assistere ai video choc dell’Isis con soldati nemici trasformati in torce umane.

Eppure il 1979, tanto per rimanere in tema, era l’anno in cui usciva nelle sale Apocalypse Now: ma era un’altra guerra, un altro fronte, e magari a molti, nel film, appariva indistinto il confine tra buoni e cattivi. Il 1979 era anche anche l’anno in cui nascevano Rai 3 e Roberto Saviano, ma garantisco che il collegamento è solo temporale, o almeno spero. Nasceva Valentino Rossi e i Pink Floyd pubblicavano The Wall e qui la cronista si pone in deferente e grata riconoscenza.

Neo fascisti ed estremisti di sinistra si prestavano ad essere drammaticamente tiro a bersaglio gli uni contro gli altri; il centesimo anniversario della nascita di Albert Einstein veniva ricordato con toni non enfatici, e la vittoria elettorale dei conservatori in Gran Bretagna portava Margaret Thatcher a diventare il primo politico di genere femminile ad occupare la carica di Primo Ministro. La Democrazia Cristiana, ripeto la Democrazia Cristiana e sembra preistoria, correva col suo 38,3% alle politiche, anticipate tanto per cambiare, ed una delle due squadre di Milano vinceva lo scudetto: in questo caso, in effetti, un tempo davvero molto lontano.

Avellino, gennaio 2007, a morire ustionato era stato un senzatetto di origine polacca che aveva trovato rifugio nella zona del Mercatone. Rimini, novembre 2008. Arrestati e reo confessi quattro ragazzi, tutti ventenni, fermati dalla polizia per aver dato fuoco ad un clochard mentre riposava su una panchina. Avellino, novembre 2017, dieci anni dopo il tragico episodio del Mercatone, ecco scatenarsi nello stesso luogo la violenza in tutta la sua barbarie. Oleg un 40enne di nazionalità ucraina, riportava multiple ustioni, fortunatamente non mortali: in tre gli avevano lanciato contro una bottiglia incendiaria piena di benzina.Tutto sarebbe nato per un “gioco” di alcuni adolescenti.
Palermo, marzo 2017. Bruciato vivo un clochard mentre dormiva su un marciapiede davanti al ricovero dei Cappuccini. Verona, dicembre 2017. Clochard marocchino di 64 anni bruciato vivo nella automobile che rappresentava anche la sua dimora.

Palermo, dicembre 2018, Aid “Aldo” Abdellah clochard molto conosciuto dagli abitanti e dai negozianti di piazza Ungheria, ucciso da un sedicenne e un dodicenne rom per rubargli un telefonino. Di lui rimane l’inseparabile amico gatto rosso Helios.  Nessuna condanna per gli adolescenti responsabili della morte. Hanno ucciso per gioco o per noia, hanno ucciso in modo orribile ma, perché c’è sempre un “ma”, al momento del delitto, uno aveva 12 anni e quindi non era imputabile, l’altro ne aveva 16 e quindi il Tribunale dei Minori ha concesso a quest’ultimo la messa in prova per tre anni ovvero l’affidamento in comunità, l ‘obbligo di svolgere lavori socialmente utili e di sottoporsi a psicoterapia, senza dunque trascorrere un giorno in carcere. 

Notizia anche questa cruda: ma dove sono finiti, quasi quaranta anni dopo, lo shock, il pugno nello stomaco e lo schiaffo alle coscienze dei connazionali? Accantonati a fronte del flusso inarrestabile dei migranti? Superati dal nuovo sentire sociale in stile “fai da te” per difendere se stessi, i propri familiari e le proprie cose? Minimizzati dalla necessità di difendersi dall’invasione non silenziosa e non regolamentata dei trasportati da canotti e Ong “senza fini di lucro”? Dimenticati alla luce delle azioni di chi sa parlare alla “pancia” degli italiani? Comunque sia sono azioni orribili e dovremmo chiederci se è anche colpa di noi madri e padri, della nostra incapacità di investire nel presente oltre che nel futuro dei nostri figli, di dedicare loro tempo e amore senza identificare in loro il prossimo rapper o calciatore o starlette fabbrica soldi. Gioventù da aiutare ma anche da non lasciare impunita di fronte al massacro dei valori e di altri esseri umani.

@vanessaseffer