Medici di famiglia e dintorni, la replica al Rettore Gaudio

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota a firma del dottor Antonio Chiodo, presidente della Snami Puglia in risposta all’intervista al Magnifico Rettore dell’Università di Roma “La Sapienza”, Eugenio Gaudio, pubblicata dal nostro giornale in due puntate.

Il Rettore Gaudio, nella sua legittima critica, non sembra abbia una visione d’insieme del fenomeno che egli addebita all’ultimo anello di una catena che trae origine dalla necessità di far quadrare i conti. Non a caso il medico più informatizzato, più tecnologico, più “collegato” del Paese è proprio l’ex medico di famiglia.

Già, perché oggi parlare di medico della famiglia italiana è anacronistico oltre che improprio: ognuno ci metta le proprie ragioni. Le mie sono le seguenti:

1) Depauperamento della cultura,  della proposta e della indipendenza sindacale;

2) Strumentalizzazione dei corsi di formazione ivi compreso gli Ecm;

3) Promozione al rango di direttore di dipartimento della Medicina generale dei sindacalisti più graditi dai direttori generali;

4) Aumento continuo del carico giornaliero di lavoro proprio (clinico), improprio (burocratico) e sommerso (aggiornamento software, gestione della strumentazione, privacy, ecc.).

5) Restrizione della libertà professionale asservita a logiche di bilancio;

6) Riduzione dei tempi di attività clinica a favore di quella burocratica sia in termini di pratica sia in termini di aggiornamento normativo e regolamentare;

7) Conversione dello studio medico in centrale operativa e di collocamento delle esigenze del paziente-utente;

8) Gratuità di accesso alle cure primarie anche per richieste improprie;

9) Mancanza di una cultura del farmaco e dell’utilizzo del servizio sanitario;

10) Riduzione del potere d’acquisto dello stipendio del medico generalista ovvero di TUTTI I MEDICI!

11) Gestione “razionale delle cure” ed “irrazionale” delle restanti risorse appartenenti al contribuente;

12) Individuazione politica dei gestori della sanità pubblica;

13) Fuga da questo mestiere ingrato!

Penso sia sufficiente quanto detto per dare al Rettore Gaudio elementi per invitarlo ad una maggiore prudenza nell’esprimere giudizi avventati ancorché gratuiti. Si candidi a gestire una Asl o si proponga a trascorrere una giornata in uno dei nostri ambulatori prima di fare una diagnosi superficiale di una malattia che attraversa anche le università ed il relativo personale.