“Svapatori” sono 35 milioni, esperti divisi su benefici

Nel mondo 35 milioni di persone usano un qualche tipo di sigaretta elettronica: da quelle con liquidi alla nicotina al tabacco che “non brucia”, che piacciono al 2% degli europei e a circa il 4% degli italiani, ma ci sono Paesi come l’Australia che le hanno già vietate, e addirittura chi “svapa” in Thailandia rischia l’arresto.

Le diverse posizioni dei legislatori sulle e-cig riflettono quelle dei ricercatori, con gli studi e rapporti pubblicati che non sono concordi sui possibili benefici dal loro uso in sostituzione delle sigarette. L’unico tra i paesi occidentali ad aver dato un via libera incondizionato alle e-cig, ha rilevato uno studio presentato all’ultima edizione del Global Nicotine Forum, dove sono state date anche le stime sull’utilizzo, è la Gran Bretagna, le cui autorità sanitarie lo scorso febbraio hanno pubblicato un rapporto molto favorevole all’uso. Secondo Public Health England, la principale agenzia sanitaria pubblica, le sigarette elettroniche comportano un rischio per la salute molto minore rispetto a quelle tradizionali, e attraverso questi dispositivi potrebbero smettere almeno 20mila persone l’anno nel Paese. Secondo l’agenzia inoltre è improbabile che i dispositivi avvicinino al fumo dei giovani che altrimenti non avrebbero fumato.

Meno “entusiasta”, ma sempre positivo è il parere espresso in un report simile delle National Academies of Sciences, Engineering and Medicine statunitensi, pubblicato lo scorso gennaio, secondo cui “l’uso delle e-cig appare meno rischioso del tabacco da combustione, anche se gli effetti a lungo termine non sono ancora noti”. Tra i detrattori delle sigarette elettroniche invece c’è l’Istituto Superiore di Sanità, secondo cui non vi sono ancora sufficienti evidenze scientifiche per affermare che possano servire a smettere, e le sostanze contenute nei liquidi potrebbero invece avere effetti tossici. Diversi studi pubblicati di recente hanno inoltre confutato anche l’innocuità dei dispositivi. Per una ricerca pubblicata poche settimane fa sull’American Journal of Preventive Medicine, ad esempio, chi usa e-cig tutti i giorni ha un rischio doppio di attacco cardiaco rispetto a chi non fuma. Per un’altra ricerca pubblicata sul British Medical Journal inoltre i vapori delle e-cig danneggiano alcune cellule “protettive” dei polmoni. Un altro studio recente, presentato al meeting della American Chemical society, ha invece trovato che il vapore a lungo termine modifica il Dna delle cellule del cavo orale.