Cisal: sì al contratto di settore per i riders

Dopo la riunione tenutasi ieri presso il ministero del Lavoro, a giudizio della Cisal, esce rafforzata l’idea che solo attraverso uno specifico Contratto collettivo nazionale di lavoro si potrà dare una valida regolamentazione al rapporto di lavoro dei riders, assicurando che le legittime aspettative dei lavoratori vengano tutelate contemperando le esigenze rappresentate dai datori e dalle piattaforme.

Solo con un Ccnl nuovo e specifico per il settore, infatti, si potranno applicare ai riders gli istituti fondamentali del rapporto di lavoro subordinato, che potranno, all’occorrenza, essere estesi anche nel caso in cui il lavoratore mantenga un rapporto di collaborazione.

In tal senso dovranno essere garantiti: salario minimo, coperture assicurative e previdenziali, formazione sulla sicurezza, rimborso delle spese sostenute in proprio dal lavoratore e il divieto del cottimo. I contratti collettivi già esistenti, come ad esempio quello della logistica – che qualcuno con operazioni grossolane vorrebbe applicare ai riders – a parere della Cisal non sono assolutamente in grado di rispondere alle esigenze del tutto anomale che stanno emergendo in questo nuovo segmento dell’economia e, in particolare, si presentano come assolutamente inadeguati a fronteggiare la piaga del lavoro nero, che in questo ambito può toccare punte che arrivano fino al 90 per cento quando i lavoratori vengono impiegati al di fuori delle piattaforme delivery.

Francesco Cavallaro, segretario generale della Cisal, nell’apprezzare l’impegno sin qui profuso dal ministero del Lavoro per una rapida risoluzione della vicenda, ha inoltre ribadito che qualunque soluzione dovrà comunque incontrare il favore dei lavoratori interessati.