Vaccini: presidi, disinteresse per chi lavora a scuola

I dirigenti scolastici bocciano la circolare di semplificazione dei ministeri Salute e Istruzione per la frequenza del prossimo anno scolastico, in base alla quale basterà presentare un’autocertificazione delle vaccinazioni obbligatorie effettuate per entrare in classe a settembre. Emerge, sostiene infatti l’Associazione nazionale presidi (Anp), una dimostrazione di “disinteresse per chi lavora nelle scuole”.

“È di là da venire - spiega l’Anp motivando la ‘bocciatura’ - l’istituzione di una Anagrafe Nazionale dei vaccini. Molte Regioni sono ancora prive di una propria anagrafe vaccinale, non è prevista una data, neanche in termini previsionali, di unificazione delle Anagrafi regionali. Sui genitori graverà ancora una volta l’onere della documentazione da produrre. Sulle scuole graverà l’onere di verificare la veridicità delle dichiarazioni sostitutive. Non viene neanche ipotizzato un sistema informativo digitale di ‘colloquio’ tra le Asl e le Istituzioni scolastiche”.

Secondo i dirigenti scolastici, dunque, “la logica è la medesima delle precedenti indicazioni operative dello scorso 27 febbraio”, e per questo parlano di “disinteresse dell’Amministrazione verso chi veramente lavora nelle scuole”. Caduta quindi la scadenza del 10 luglio entro la quale - prima che fosse pubblicata la nuova circolare - la legge stabiliva si dovesse presentare la certificazione ufficiale di avvenuta vaccinazione, le polemiche restano comunque accese. Intanto, il ministero della Salute attraverso la Direzione generale della prevenzione sanitaria, ha reso note le informazioni scambiate sui casi di morbillo nell’ultimo semestre tra l’Italia ed il Regno Unito attraverso il sistema internazionale Early Warning and Response System (Ewrs), dopo la segnalazione di casi di morbillo “importati” dall’Italia.

“Nessuna delle segnalazioni registrate - si legge nella nota del ministero - fa presagire situazioni di allarme per casi di morbillo provenienti dall’Italia. La sorveglianza è molto attiva e dimostra una limitata circolazione di casi di varia provenienza. In proposito, non risultano focolai epidemici attribuibili all’importazione di casi”. Da Lungotevere Ripa viene inoltre sottolineato che “sarà cura del ministero, attraverso l’interlocuzione con il Commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare Vytenis Povilas Andriukaitis fare piena luce sulle dichiarazioni pubblicate in questi giorni dai media per evitare inutili e dannosi allarmismi”.

Sempre oggi, l’Agenzia italiana del farmaco ha inoltre pubblicato il Rapporto Vaccini 2017, realizzato per monitorare la sicurezza dei vaccini. Emerge che sono state 6.696, nel 2017, le segnalazioni di reazioni avverse alle vaccinazioni inserite nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza, e di queste 4.821 si riferiscono a casi verificatisi nell’anno stesso, mentre i restati casi erano relativi ad anni precedenti.

Nell’80 per cento si è trattato di reazioni non gravi e in nessun caso hanno causato la morte della persona vaccinata, sulla base dei criteri internazionali per la valutazione del nesso di causalità. Il Veneto è la regione con il maggior numero assoluto, ovvero 1.952 segnalazioni (39,8% del totale) mentre i tassi più elevati si osservano in Friuli-Venezia Giulia (54,5 per 100mila abitanti) e nella Provincia Autonoma di Bolzano (41,2 per 100mila).