Occupazione cresce su anno, posti fissi in calo

L’occupazione è in crescita rispetto a un anno fa solo grazie al lavoro precario mentre diminuiscono i posti fissi: è la fotografia scattata dall’Istat sul primo trimestre del 2018 che segna una variazione nulla per gli occupati sul trimestre precedente e una crescita di 147mila unità sul primo trimestre 2018, circoscritta ai dipendenti a termine. Il tasso di occupazione tra i 15 e i 64 anni resta stabile al 58,2% rispetto al trimestre precedente mentre il tasso di disoccupazione risale all’11,1% (ma cala rispetto a un anno prima). Il dato più significativo appare quello della crescita del lavoro a termine. Guardando ai dati non destagionalizzati l’aumento di 147mila occupati rispetto al primo trimestre 2017 è dovuto soprattutto alla crescita del lavoro dipendente (+333mila posti) ma tra questi gli occupati a tempo indeterminato perdono terreno (-52mila unità pari a -0,3%) mentre quelli a termine aumentano di 385mila unità (+16,2%). Arretra anche il lavoro indipendente con 5.234mila unità complessive (ma siamo in Europa uno dei Paesi con più lavoro indipendente) e un calo di 186mila unità.

Nel complesso gli occupati (dati non destagionalizzati) sono 22.874mila. Se si guarda alle classi di età gli over 50 crescono di 351mila unità sforando quota 8,2 milioni mentre diminuisce la fascia tra i 35 e i 49 anni (-227mila posti a 9.565mila unità). Si registra una lieve crescita (+23mila unità pari allo 0,5%) per la classe tra i 15 e i 34 anni. Il tasso di disoccupazione che secondo i dati destagionalizzati è all’11,1% è all’11,6% se si guarda al dato grezzo con il Sud che registra tassi medi pari a quasi tre volte il Nord (20,2% a fronte del 7,1%). I disoccupati sono 2.893.000 nel dato destagionalizzato e 3.003.000 nel dato grezzo (-135mila in un anno). L’Istat segnala che nella ricerca del lavoro continua a prevalere l’uso del canale informale. L’84% di chi cerca lavoro lo fa chiedendo a parenti, amici e conoscenti (+1,2 punti) mentre meno di un quarto delle persone (il 24,1%, +1.6 punti) dichiara di aver contattato un centro per l’impiego. Più dei due terzi (il 68,2$) cerca lavoro inviando anche il curriculum direttamente alle aziende mentre il 59,9% si affida alla ricerca su internet.

Nel primo trimestre 2018 continuano a diminuire gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-87mila persone), grazie alla diminuzione di questo tasso tra gli over 50 (-1,1%) e gli under 25 (-0,2%) mentre cresce nelle altre classi di età. Si riduce anche il numero degli scoraggiati, come accade già da 12 trimestri) con un ritmo questa volta più intenso (-187mila in un anno, -11,2%). Il tasso di inattività risente in modo significativo del percorso di studi con il 48,9 per cento tra chi ha la terza media tra i 15 e i 64 anni che non lavora e non cerca occupazione a fronte di appena il 16 per cento tra chi ha conseguito una laurea.