La rivoluzione di Giorgia

“Siamo pronti”. Giorgia Meloni alle 16,30 sale al Colle. Il colloquio con il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, dura quasi un’ora e mezzo. Decisamente più degli undici minuti registrati stamani nell’incontro che la delegazione di centrodestra ha con il Presidente della Repubblica. Occasione, questa, in cui la coalizione, all’unisono, indica la leader di Fratelli d’Italia per la formazione del nuovo Esecutivo. Il che significa prima donna premier nella storia del nostro Paese. Il giuramento ci sarà domani mattina, alle 10. La presidente di FdI accetta l’incarico. “Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito l’incarico a formare il Governo a Giorgia Meloni che ha accettato l’incarico e ha presentato lelenco dei ministri". Lo annuncia il segretario Generale del Quirinale, Ugo Zampetti.

QUESTA LA LISTA DEI MINISTRI

– Luca Ciriani: ministro per i Rapporti con il Parlamento (senza portafoglio);

– Gilberto Pichetto Fratin: ministro per la Pubblica Amministrazione (senza portafoglio);

– Roberto Calderoli: ministro per gli Affari regionali e le Autonomie (senza portafoglio);

– Sebastiano Musumeci: ministro per le Politiche per il Mare e per il Sud (senza portafoglio);

– Raffaele Fitto: ministro agli Affari europei, Politiche di coesione e Pnrr (senza portafoglio);

– Andrea Abodi: ministro per lo Sport e i Giovani (senza portafoglio);

– Eugenia Maria Roccella: ministro per la Famiglia, Natalità e Pari opportunità (senza portafoglio);

– Alessandra Locatelli: ministro per la Disabilità (senza portafoglio);

– Maria Elisabetta Alberti Casellati: ministro per le Riforme costituzionali (senza portafoglio);

– Antonio Tajani: ministro degli Esteri-vicepremier;

– Matteo Piantedosi: ministro dell’Interno;

– Carlo Nordio: ministro della Giustizia;

– Guido Crosetto: ministro della Difesa;

– Giancarlo Giorgetti: ministro dell’Economia e delle Finanze;

– Adolfo Urso: ministro delle Imprese e del Made in Italy;

– Francesco Lollobrigida: ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare;

– Paolo Zangrillo: ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica;

– Matteo Salvini: ministro delle Infrastrutture-vicepremier;

– Marina Calderone: ministro del Lavoro e delle Politiche sociali;

– Giuseppe Valditara: ministro dell’Istruzione e del Merito;

– Anna Maria Bernini: ministro dell’Università e della Ricerca;

– Gennaro Sangiuliano: ministro della Cultura;

– Orazio Schillaci: ministro della Salute;

– Daniela Santanchè: ministro del Turismo;

– Alfredo Mantovano sarà proposto come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

La strada giunge così a un punto di arrivo. Dopo quel “non sono ricattabile” rivolto a Silvio Berlusconi, per giorni non si hanno più dichiarazioni di Meloni, ormai dentro un ruolo istituzionale che è forte, peraltro, del successo elettorale. Un successo che parte da lontano e che fa della coerenza un punto fermo. E inderogabile.

Giorgia Meloni, dopo il voto del 25 settembre, ripete che il Governo che verrà dovrà lavorare nell’interesse del Paese. Inoltre, non manca di ribadire sia il sostegno all’Ucraina (“le bombe cadono su uomini, donne e bambini. Ognuno di questi missili isola ulteriormente la Russia e rafforza la nostra convinzione di difendere chi si batte per la propria libertà”) sia la posizione atlantista del Paese. Gli audio pro-Putin (rubati? Confezionati? Una vendetta di qualche non eletto?) del Cavaliere restano agli onori delle cronache. Meloni decide di non scendere nel terreno delle polemiche strumentali. Ha altro a cui pensare. La presidente di FdI, tra l’altro, ha la sicurezza che, conti alla mano, un altro Governo non sarebbe possibile. E su questo aspetto, che non è di poco conto, gioca le sue carte. Che sono anche le sue certezze.

Il resto è cronaca della giornata. “Non vedo l’ora che si passi dalle parole ai fatti. Finalmente si parte” annuncia Matteo Salvini. “Oggi è vietato parlare” aggiunge il senatore della Lega, Roberto Calderoli. “Il centrodestra ha indicato al Presidente Mattarella il nome di Giorgia Meloni per formare il nuovo Governo. Sono sicuro che, grazie al supporto imprescindibile di Forza Italia, il prossimo Esecutivo sarà all’altezza di guidare il Paese verso la crescita” twitta Berlusconi.

La rivoluzione di Giorgia può cominciare.