Un censimento degli stranieri in Italia

Premesso che tutti gli italiani sono censiti, avendo un documento di identità e tessera medica, patente e che con i dati sempre più incrociati tra Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza, Asl e Inps, tasse è decisamente difficile che nessuno di noi possa non essere rintracciato in quanto domiciliato, residente o anche solo transitante sul territorio nazionale, altrettanto non è per tutti gli stranieri in Italia. Dunque, non è certo “razzista” auspicare e chiedere che il medesimo controllo, sugli stranieri nel nostro Paese, (residenti, domiciliati o anche solo ivi transitanti) venga effettuato.

Oggi, se si va in qualsiasi stazione dei treni, ma anche negli aeroporti nazionali, specialmente in quelli in cui volano linee aeree low cost, risulta evidente la cospicua presenza di non italiani sul territorio nazionale. E altrettanto evidente che, si prenda ad esempio il reddito di cittadinanza e il corrispettivo esborso di soldi “non lavorati”, ad approfittarne e usufruirne in gran quantità e numero sono gli stranieri immigrati regolari e irregolari, i quali ultimi in percentuale sono fruitori che raggirano e hanno raggirato le regole. E che, una volta scoperti, non hanno niente da restituire.

A fronte di ciò, senza censimento e controlli, gli stranieri regolari risultano essere un numero determinato – da censire con certezza – mentre gli stranieri non regolari non risultano affatto e per questo, prima di “imbarcarne” e accoglierne altri, è necessario censire quelli che ci sono. Nell’interesse loro ancora prima che nell’interesse generale, dato che censimento e controllo garantiscono emersione e quindi lavoro e tutele.

C’è poi un altro fenomeno rilevante, che con l’esatto censimento e il rigoroso controllo verrebbe a galla e alla luce. Si tratta delle cosiddette baby gang costituite, per la maggior parte, dai figli degli immigrati regolari come irregolari. Per lo più tali gruppi delinquono o si congiungono presto alle fila della delinquenza esistente, sia essa italiana che straniera, i cui effetti deleteri sono purtroppo già terribilmente visibili. Delinquenza spiccia, che vive di espedienti, rimanendo ai margini.

Ultima osservazione riguarda i soldi degli italiani regalati – anche in questo disgraziato caso – a “compaesani” e stranieri in tema di costruzioni e ristrutturazioni. Un provvedimento dissipativo emanato contro la volontà degli italiani dal Governo non eletto di Mario Draghi. Interi gruppi di stranieri hanno così avuto accesso ai soldi pubblici, non hanno fatto alcunché e sono scomparsi, senza che alcun Ente erogante abbia potuto controllare, se non una volta, che la liquidità abbia preso chissà quale strada.

Si cominci, dunque, dal censimento unitamente al controllo per la emersione. Poi si utilizzi quello che già è sul territorio e, solo successivamente, la nuova “accoglienza”. Ci vogliono censimento e controllo, prima.