Cinema, crisi delle sale: interviene il Senato

Il Senato affronterà in questi giorni il problema della crisi delle sale cinematografiche con una mozione nata su iniziativa del senatore Maurizio Gasparri di Forza Italia e sottoscritta dai senatori Luigi Zanda (Partito democratico), Loredana De Petris (gruppo Misto-Leu), Gaetano Quagliariello (gruppo Misto-Italia al centro), Primo Di Nicola (Insieme per il futuro), Andrea Cangini (Forza Italia), Andrea Marcucci, Roberto Rampi, Vanna Iori (tutti e tre Partito democratico). La mozione è stata presentata ieri alla stampa e sarà incardinata oggi.

La crisi delle sale cinematografiche è una questione aperta da molto tempo, ma si è enormemente aggravata negli ultimi due anni con il dilagare della pandemia da Covid 19, che ha comportato un lunghissimo lockdown: cinque mesi nel 2020 (dal 9 marzo al 15 giugno e dal 24 ottobre al 31 dicembre) e quattro mesi nel 2021 (dal 1° gennaio al 26 aprile), con una consistente perdita di spettatori e di incassi. Alfine di fermare e invertire il declino delle sale cinematografiche occorrono interventi strutturali e non semplicemente emergenziali. Senza misure adeguate ed urgenti la crisi delle sale cinematografiche finirebbe col ricadere sull’intera filiera dell’industria cinematografica italiana.

Un grido d’allarme è stato lanciato due mesi fa dalle colonne del Corriere della Sera (29 aprile 2022) dall’amministratore delegato di Rai Cinema Paolo Del Brocco e dall’amministratore delegato di Medusa Film Gianpaolo Letta, che per scongiurare il tracollo del cinema italiano hanno indicato una via d’uscita in quattro proposte:

1) La garanzia di un’adeguata “finestra” temporale di 180 giorni “a protezione dell’uscita in sala rispetto ad altri sfruttamenti almeno per i prossimi tre anni”.

2) Tax credit alla distribuzione per investire più risorse nelle campagne pubblicitarie. 3) Una tax credit per la produzione che distingua i film destinati alla sala cinematografica da quelli prodotti per altre modalità di fruizione.

4) Una regolamentazione che possa evitare elusioni delle “finestre”.

Questi quattro temi sono stati ripresi nella mozione con l’integrazione di un quinto punto: “Promuovere iniziative a tutela e sostegno del comparto cinematografico in tutta la sua evoluzione tecnologica”. Il ministro della Cultura Dario Franceschini ha più volte espresso la volontà di intervenire su questa questione, ma finora non ha ancora preso nessuna misura utile. Aspettare ancora non è più possibile e si spera che una mozione trasversale, dove convergono partiti di diverso orientamento politico, potrebbe essere lo strumento in grado di spingere il governo a prendere, finalmente, misure che il settore del cinema attende urgentemente da molto tempo.