“Meloni ha piena legittimità per governare”: parola di Crosetto

Un’opposizione dura e leale. Ma anche la piena legittimità “di guidare la coalizione e governare”. Il cofondatore di Fratelli d’Italia, Guido Crosetto, tira la volata a Giorgia Meloni: “Il centrodestra è sempre cresciuto se guidato da un campione. Per una lunga fase è stato Silvio Berlusconi, per una fase Matteo Salvini, ora è la Meloni. Il problema è che è donna?”.

Crosetto – in un’intervista su La Nazione – segnala che Meloni “fa paura perché è determinata, non è ricattabile, non ha fatto promesse a nessuno, è fuori dagli schemi e non si vende. È partito il tam tam per provare a screditarla: ci porterà fuori dall’euro o dalla Unione europea, è fascista e amenità simili. Fesserie”.

Guido Crosetto, tra l’altro, evidenzia che c’è un sistema sclerotizzato “che blocca il Paese, a guida comunista e sinistra democristiana, che dalla vittoria della Meloni si sentirebbe messo in discussione e minacciato. Non nei valori, ma nella gestione del potere. Lo dimostra bene la volontà di prolungare la legislatura per consentire le nomine all’attuale Esecutivo. Sarebbe un atto ai limiti dell’eversione democratica e di certo uno sfregio in piena regola alla sovranità popolare”.

Sulla data elettorale, nota Crosetto, dipende “dal Quirinale. Per essere corresponsabili non occorre solo fare qualcosa, basta anche tacere o far finta di nulla. Ciò detto, so che useranno tutti gli strumenti per fermare l’ascesa di Giorgia. Il più immediato e facile sarà, come sempre è stato, la magistratura”.

Il futuro del centrodestra

Sempre Crosetto, stavolta su Libero, fa il punto sullo stato del centrodestra: “Attualmente è una parola senza significato. Il centrodestra esisterà quando avrà una politica comune, un piano di Governo della povertà, dei processi economici, dell’istruzione, della giustizia”. E ancora: “Tutti gli schieramenti hanno i loro problemi. Forse bisognerebbe rivalutare il ruolo degli sherpa, i mediatori che tengono le fila quotidiane dei rapporti tra i capi dei partiti. È il modo per parlarsi davvero, molto meglio dei vertici dove tutti arrivano prevenuti e incavolati neri. Però io vado oltre: si devono parlare tutti i leader e costantemente, la situazione drammatica del Paese lo richiede”. Con un rimpianto, legato alla Prima Repubblica: “Democristiani, socialisti e comunisti non dissero mai “fascista” a Giorgio Almirante per farlo tacere, eppure lo era stato e lo avevano combattuto come tale. E quando andò ai funerali di Enrico Berlinguer, il corteo gli fece spazio in silenzio, senza insulti. Ora ci siamo imbarbariti”.

Draghi e non solo

In ultimo Guido Crosetto, dopo aver detto a suo avviso cosa farà Mario Draghi tra un anno (“avremo un Governo politico, ma credo che lui non si eclisserà”), ha segnalato: “Sulla cittadinanza dico questo: non contano gli anni in Italia o i percorsi scolastici ma chi sei. Ci sono immigrati più italiani di me ma altri che non saranno mai italiani, malgrado la cittadinanza, perché odiano la nostra civiltà e a loro, se ami il Paese, non puoi mai dare il passaporto. Siamo sempre allo stesso punto: ci servono politici e lavoratori dello Stato che amino il Paese e si adoperino per esso prima che per il personale interesse. Le divisioni ideologiche, la scelta del premier e il Governo vengono dopo”.