Non ovunque la politica è chiacchiere e fottere. Marine Le Pen, forte del risultato del Rassemblement National, ha chiesto una commissione parlamentare sulle cause dell’inflazione, sui profittatori, sulle pratiche abusive e sulle misure per risolverla. In Italia, l’inflazione è irrefrenabile, nessuna decisione del Governo Draghi è idonea a fermarla. Il braccio di ferro riguarda le droghe leggere e lo Ius scholae. Enrico Letta ha detto che “il Pd farà le barricate”. Più diritti ai figli degli immigrati, dopo cinque anni di studio subito cittadini italiani. Il centrodestra, con la forzista Renata Polverini in testa, propone otto anni e si intesta la vittoria. “Non sono l’unica in Forza Italia”, ha annunciato la deputata definita “voltagabbana”, che passando or di qua e or di là salvò il Conte 2. Parlano come di fatti loro senza ascoltare il Paese.

Il ciclo dell’obbligo dura dieci anni, lavorino e paghino le tasse come noi. I cittadini insorgono e la diaspora dei cattolici rischia di scavare il solco definitivo. Pierferdinando Casini, l’ex democristiano ed ex presidente della Camera in forza al centrosinistra, invita Giorgia Meloni a riflettere. Fratelli d’Italia e la Lega sono su posizioni nettamente contrarie. Occhio teso ai sondaggi tra i due rivali, Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Nella Cei, la Conferenza episcopale, i cardinali dei migrantes si schierano pro-cittadinanza dei bambini stranieri.

Cioè con la sinistra, come evangelici “cacciatori di uomini”, ma le scuole private sono sempre più elitarie. Silvio Berlusconi da Arcore media su tutti, esorta gli elettori a non cedere alla tentazione dell’astensione, al momento “il primo partito” col 60 per cento: “Quando 4 elettori su 10 vanno a votare il rischio è che col 20 per cento si potrebbe instaurare un regime autoritario”.

L’Italia, minacciata dalla guerra, dai disastri ambientali, dai rincari e dalla valanga di tasse, dai profughi africani e dell’Est, è in rivolta. Lo Ius scholae sarebbe l’ennesimo smacco. “Espediente – scoppia la rabbia sui social – per evitare i rimpatri”. Per i progressisti stabilizzare gli immigrati per il ricambio dell’identità italiana, ormai geneticamente modificata, è una priorità. E nel carnevale dei Gay Pride il vilipendio alla religione è dimenticato, mentre l’indignazione contro le nozze omosessuali sono tacciate di omofobia.

L’inflazione è usata per opprimere i ceti medi, i ghiacciai che crollano strumentalizzati per imprimere le politiche green, cioè se ti lavi e cambi le mutande fai reato. I picchi dei contagi tornano a dividere. Come si può predicare la guerra, il riarmo come difesa della libertà, le porte spalancate agli immigrati, le cittadinanze ai bambini stranieri, ogni tipo di esibizione carnale e al tempo stesso pensare di salvare il pianeta? L’informazione è così credibile che Papa Francesco ha diffuso un comunicato per smentire indiscrezioni e retroscena: “Non mollo il papato a settembre, non ho il cancro e difendo la pace”.

Ci vuole un miracolo.