Il centrodestra punta su Elisabetta Casellati. Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani decidono di “contarsi”, votando la seconda carica dello Stato. Enrico Letta, Giuseppe Conte e Roberto Speranza si astengono polemicamente. Alla quinta votazione il confronto tra moderati e progressisti viene drammatizzato. I leader di Pd, M5s e Leu considerano “unilaterale candidatura della seconda carica dello Stato, peraltro annunciata a un’ora dalla quinta votazione, un grave errore. Per il rispetto che si deve alle istituzioni, oggi esprimeremo un voto di astensione nella formula presente non votante”.

Da oggi doppia chiama a Montecitorio per eleggere il presidente della Repubblica. La prima alle 11. La seconda si terrà alle 17. Lo hanno deciso i capigruppo. Domani le votazioni si dovrebbero tenere alle 9.30 e alle 16.30. In ogni caso, tra una votazione e l’altra deve restare una pausa di un’ora e mezza per la sanificazione dell’Emiciclo. Il leader della Lega, in conferenza stampa a Montecitorio, sostiene di avere avanzato “la massima proposta possibile tolto il presidente Sergio Mattarella. Non c’è una figura istituzionale superiore tolto Mattarella, che la Repubblica può esprimere, in più la presidente Casellati è una donna. Perché deve essere divisiva? E si è messa generosamente a disposizione”.

Enrico Letta non nasconde la propria delusione per la decisione del centrodestra. “Mi sto chiedendo sinceramente – dice – se ho fatto bene a fidarmi, siamo stati portati in giro per tre giorni. Abbiamo sempre lavorato per l’unità. L’impressione è che abbiano tentato di dividerci, con idee fantasiose con l’obiettivo di dividere e non di trovare una soluzione per il Paese. Chiederemo a Fico di aumentare le votazioni e arrivare almeno a due votazioni al giorno”. Matteo Renzi, intervenuto a Radio Leopolda, non esclude “l’ipotesi che possa esservi anche un Mattarella bis. Sarebbe una forzatura nei confronti di Mattarella e oltremodo scorretto ma al venerdì mattina o la vicenda si risolve nelle prossime ore o questa ipotesi è in campo con tutta la sua forza”.

Ma Antonio Tajani attacca il fronte progressista. “È la sinistra – afferma – che ieri s’è divisa, il centrodestra è compatto e unito. Vogliamo trovare soluzioni condivise. Ora si deciderà il da farsi. Noi scandalosi? Addirittura, dov’è lo scandalo. Non abbiamo mai posto veti”. Giorgia Meloni denuncia su Twitter “la desolazione delle manfrine sull’elezione del presidente della Repubblica. Certifica due cose che Fratelli d’Italia sostiene da sempre. La prima: con questo Parlamento è impossibile decidere qualsiasi cosa. La seconda: se fossero stati gli italiani ad eleggere il presidente della Repubblica lo avrebbero fatto in un giorno”. Per la leader di Fdi, “con questo Parlamento non si decide niente. La soluzione sono le elezioni. Ora combattiamo e sulla base di quello che accadrà faremo le nostre valutazioni. Il centrodestra è compatto, ma è anche molto attrattivo”.