Natale addio

Bruxelles cancella secoli e millenni per andare incontro ai desiderata del mondo canalizzato cerebralmente al politicamente corretto. E così nel decalogo a stelle tinte d’azzurro troviamo il mantra che a capo chino dovremmo accettare manco fosse un diktat: “Ogni persona in Ue ha il diritto di essere trattato in maniera eguale”. E fin qui tutto bene. Poi però… “senza riferimenti di genere, etnia, razza, religione, disabilità e orientamento sessuale”. A seguire c’è la grande trovata di far sparire “Miss o Mrs” sostituite da un “meraviglioso” e generico (a dir poco) Ms! Sentiamo già tutti di amarlo questo Ms.

Il piatto forte del decalogo Ue si concentra sulle “festività a connotazioni religiose”. Insomma, il Natale alle porte è una bestemmia, meglio dire la festività è vicina. Così si legge nel folle documento per una “corretta comunicazione” (sic!) redatto dalla Commissione Ue e vergato dal titolo “Union of equality”. Le tavole della legge di Mosè incutevano meno terrore.

Di seguito il “Decalogo”:

Non usare nomi o pronomi che siano legati al genere del soggetto;

mantenere un equilibrio tra generi nell’organizzazione di ogni panel;

se si utilizza un contenuto audiovisivo o testimonianze, assicurarsi la diversità sia rappresentata in ogni suo aspetto;

non rivolgersi alla platea con le parole “ladies” o “gentleman” ma utilizzare un generico “dear colleagues”;

quando si parla di transessuali identificarli secondo la loro indicazione;

non usare la parola “the elderly” (gli anziani) ma “older people” (la popolazione più adulta, ndr);

parlare di persone con disabilità con riferimento prioritario alla persona (ad esempio al posto di “Mario Rossi è disabile” va utilizzato “Mario Rossi ha una disabilità”).

Nelle linee guida ci sono anche riferimenti ad una “corretta” comunicazione in merito alle religioni. Ad esempio nel testo si consiglia, in qualsiasi contenuto comunicativo, di “non usare nomi propri tipici di una specifica religione”.

In merito alle festività, la commissione chiede di “evitare di dare per scontato che tutti siano cristiani”.

LE POLEMICHE - Questa svolta è stigmatizzata dalla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, a dir poco sconcertata e che scrive su Twitter: “La Commissione europea, tramite un documento interno, considera il Natale festività poco ‘inclusiva’. Nel bersaglio anche i nomi Maria e Giovanni. Il motivo? Potrebbero risultare ‘offensivi’ per i non cristiani. Ora basta: la nostra storia e la nostra identità non si cancellano”.