Rione sanità

Generalmente quando sputi in aria non può che ritornarti in faccia. Vincenzo De Luca credeva di essere immune a questa banale legge di vita. O almeno ci sperava.

Nei mesi in cui il Covid sembrava accanirsi prevalentemente contro le regioni del nord, il nostro sceriffo di Salerno, brandendo la zizzona di Battipaglia più veloce del west, giocava a fare John Wayne sparando a zero sulle disgrazie altrui ed esaltando il suo popolo che, con disciplina quasi nipponica, aveva seguito ciecamente il presidente condottiero fuori dall’emergenza.

E faceva lunghe conferenze stampa con quell’atteggiamento da ducetto intransigente, proponendo una narrazione in base alla quale, di fronte all’emergenza, avevano tutti dimostrato di essere un branco di imbecilli tranne ovviamente lui e la sua gente. E raccontava le mirabolanti performance della sanità campana che, con somma perizia, proprio lui aveva letteralmente rivoluzionato proponendola come modello di eccellenza mondiale.

Giulio Gallera, Attilio Fontana, Luca Zaia e compagnia cantando potevano tranquillamente andare a farsi benedire perché erano niente di fronte alla potenza borbonica. L’opposizione era composta da una branco di sfaccendati. Matteo Salvini aveva il deretano usurato. Per coloro che invece trasgredivano ai suoi ordini non discutibili erano già pronti i carabinieri con il lanciafiamme (che evidentemente il ducetto vorrebbe al suo servizio manco fossero le amazzoni di Gheddafi). Un bullo insomma, un Mario Merola prestato alla politica che con questa guapperia di cattivo gusto ha fatto presa sul popolino sempre in cerca “dell’omme c’adda puzzà”. La narrazione è stata a tal punto efficace da consentirgli una riconferma alla guida della Regione a furor di popolo.

Ma quando pensava che l’arroganza ripagasse, la buona sorte lo ha abbandonato. Non sappiamo ancora per quale misterioso motivo la prima ondata di pandemia abbia colpito soprattutto la Lombardia così come non sappiamo come mai oggi il Covid si accanisca sulla Campania con dei numeri potenzialmente preoccupanti. L’unica cosa che sappiamo è che Vincenzo De Luca ha abbandonato la sua spocchia. Non parla più. Non denigra più gli altri e non si sbroda più da solo. Muto e immobile come la statua di San Gennaro. Per il tramite di una circolare emanata dalla cabina di regia che segue la crisi in nome e per conto della sua giunta, ha anche vietato ai medici pubblici di dare informazioni alla stampa. Cortina di ferro sulle informazioni manco la Campania fosse una specie di Urss ca pummarola ‘ncoppa ”.

Peccato che i giornalisti siano degli impiccioni matricolati e infatti la trasmissione Piazzapulita ha tolto il velo dimostrando che il Covid non teme la protervia dei governatori esaltati. In Campania i pronto soccorso sono nel caos. L’ospedale San Giovanni Bosco pare che sia stato chiuso perché ci sarebbero quattro positivi al suo interno, i percorsi per pazienti generici e pazienti sospetti Covid non sono neppure separati: i cittadini accedono al pronto soccorso e solo successivamente vengono suddivisi per poi fare un test stick che “ha un’attendibilità pari a zero”. Al Cardarelli le file davanti al pronto soccorso sono spaventose (più di un semplice assembramento), i pazienti passano facilmente dal pronto soccorso al reparto senza la dovuta cautela.

Insomma, una grandissima disorganizzazione incomprensibile dopo nove mesi dall’inizio dell’emergenza. Anche il consigliere del ministro della SaluteWalter Ricciardi, intervistato da Sky Tg24 ha ammesso che “gli ospedali si stanno di nuovo riempiendo. Le strutture Covid in questo momento in Campania e nel Lazio sono quasi piene. Mi preoccupano non tanto le terapie intensive di cui si parla, ma le sub-intensive dove ci sono pazienti infettivi che devono essere curati in un certo modo. E i posti si stanno già saturando. Adesso figuriamoci quando arriverà l’influenza”. Intanto la bistrattata Lombardia (sferzata proprio da De Luca) si è messa a disposizione della Campania offrendo posti in terapia intensiva nella tanto vituperata struttura della Fiera di Milano. Quando si dice la signorilità contrapposta alla cafona sciatteria.

Ma la tanto sbandierata rivoluzione sanitaria di Vincenzo De Luca allora in cosa consiste? Quando avevamo perso le speranze di poter capire in cosa si sostanziasse, ci viene incontro il rapporto “Indagine conoscitiva sugli affidamenti in regime emergenziale di forniture e servizi sanitari connessi al trattamento ed al contenimento dell’epidemia da Covid 19 –Report di seconda fase”. Dalla tabella 2.17, che pubblichiamo, si arguisce quanto costi un malato di Covid per singola Regione. Riteniamo che non siano necessari commenti.