Contrordine compagni

Con nota del 5 ottobre avente ad oggetto “gestione delle informazioni e rapporti con i media” l’Unità di crisi regionale della Campania ha scritto a tutti i direttori generali delle aziende, affermando di essere “l’unico organismo abilitato a fornire indicazioni e riscontri agli organi di stampa e a quelli radio-televisivi e ai social-media. È pertanto inibito a tutti gli organi aziendali rilasciare informazioni ed interviste o intrattenere collaborazione con i predetti organi di informazione senza espressa autorizzazione di questa Unità di crisi”.

La nota è stata indirizzata per conoscenza anche al presidente della giunta regionale della Campania e qualche malpensante deve avere malpensato che il pirotecnico Vincenzo De Luca fosse l’ispiratore della nota e che avesse messo il bavaglio ai propri direttori generali delle Asl scelti con avviso pubblico su base essenzialmente fiduciaria, oltre che per il proprio curriculum professionale.

Qualche altro malpensante deve avere malpensato che il presidente De Luca volesse mettere il bavaglio ai propri altissimi e meno alti dirigenti sanitari, medici direttori di dipartimento e di strutture complesse.

Qualcuno deve avere proprio malpensato, visto che a distanza di due giorni è arrivata la nota della Unità di crisi regionale, avente pari oggetto, che precisa essenzialmente tre cose: per le informazioni concernenti lo stato epidemiologico regionale va interpellata l’Unità di crisi; per motivi legati alla sicurezza e alla prevenzione non possono essere effettuate riprese televisive all’interno delle strutture sanitarie;  non vi sono altre limitazioni nell’ambito dei rapporti con gli organi di informazione.

Qualche malpensante deve avere malpensato che il presidente De Luca abbia voluto fare correggere il tiro con questa precisazione che restituisce ai direttori generali un ambito di autonomia comunicativa importante, limita la sovraesposizione mediatica dei dirigenti sanitari e impedisce di fatto ogni dichiarazione che potrebbe rivelarsi improvvida col senno di poi, magari alla luce di dati e numeri che cambiano ogni giorno.

In sintesi, qualche benpensante potrebbe addirittura dire che ha fatto bene. Lavorassero di più e parlassero di meno altrimenti al calore del lanciafiamme si scioglierà ogni cosa.

@vanessaseffer