I monarchici: votare No al referendum sul taglio dei parlamentari

Nel dibattito fra i sostenitori del Sì e quelli del No alla riforma costituzionale che riduce il numero dei parlamentari l’Unione Monarchica Italiana non ha dubbi nello schierarsi per il No in quanto ritiene che, in primo luogo, il taglio “lineare” (uguale per tutti i collegi) danneggi in particolare le regioni più piccole, così compromettendo la rappresentanza di minoranze territoriali e linguistiche.

In particolare i monarchici italiani, eredi della democrazia parlamentare introdotta con lo Statuto Albertino, che ha retto l’Italia per 100 anni, ritengono che le Camere del Parlamento siano espressione altissima delle libertà civiche e segnalano all’opinione pubblica che la proposta di riduzione di senatori e deputati proviene da un movimento politico, quello dei 5 Stelle, che nel suo programma sostiene la democrazia diretta, da gestire con una piattaforma informatica e quindi con il concorso di un numero ristretto di partecipanti, preconizzando, altresì, attraverso propri riferimenti culturali, perfino il superamento del ruolo del Parlamento.

I monarchici italiani ritengono, invece, che per recuperare spazi di democrazia sia necessaria e non più rinviabile una legge elettorale che restituisca al cittadino il diritto di scegliere il proprio rappresentante nelle assemblee legislative, in forme che consentano la conoscenza diretta del candidato e delle sue idee, in modo da limitare il potere di designazione dei partiti e di verificare che l’attività concretamente dispiegata dall’eletto nel corso della legislatura sia conforme alle promesse fatte in campagna elettorale.

Il presidente nazionale, avv. Alessandro Sacchi