Regionali, Salvini sicuro della vittoria

Matteo Salvini è convinto di vincere le Regionali. A partire dalle Marche. “Non diamo niente per scontato – ha sottolineato il leader della Lega – io li ho visti i sondaggi anche ieri: dicono che nelle Marche si vince, che il primo partito nelle Marche per la prima volta nella storia si chiama Lega”. Il segretario del Carroccio ha parlato ad un comizio a Ascoli Piceno, in vista delle elezioni del 20 e 21 settembre in cui il centrodestra unito candida il deputato di Fratelli d’Italia Francesco Acquaroli. “Però – ha invitato Salvini – cancelliamoli, perché ai sondaggi non credo mai, l’unico sondaggio vero è domenica e lunedì al voto. Cosa vi chiedo in questi sei giorni? Casa per casa, testa per testa, negozio per negozio, ascolano per ascolano. Il nostro avversario non è la sinistra, non ci credono neanche loro. Il nostro ultimo e unico avversario sono i marchigiani e ascolani sfiduciati, arrabbiati, incazzati, delusi, li capisco”.

Ai microfoni di Rtl, l’ex ministro dell’Interno ha detto che le “le elezioni regionali non riguardano il governo”, ma gli elettori delle singole regioni”. In Toscana, per Salvini si consuma “una sfida molto affascinante, perché dopo decenni di governo di sinistra lì può esserci un cambiamento. Mi auguro che Conte e Azzolina vadano a casa, ma non per il voto delle Regionali. Spero vadano via prima possibile ma non è con questo voto che succederà”.

Gli fa eco Matteo Renzi, leader di Italia viva, intervistato nel corso del programma Omnibus, su La7. “Se la Toscana va alla Lega – ha detto l’ex premier – è un bel problema per tutti. Ma penso che in queste ultime ore si stia verificando una bella ripartenza in Toscana e la portiamo a casa. Non si può continuare con il dibattito stucchevole del rimpasto. Siamo capaci di dare risposte su lavoro, scuola e sicurezza, sì o no? Posti di lavoro non sottosegretari”. A chi gli fa notare che Ettore Rosato, presidente di Iv, il rimpasto non lo ha escluso, risponde: “A me il rimpasto non interessa, oggi c’è un problema più grande. Mi danno del Macchiavelli, figuriamoci se mi tiro indietro dai giochi della politica ma ci sono problemi più grandi”.

Vito Crimi, capo politico del M5s, ad Agorà, su Rai Tre ha affermato: “Il nostro obiettivo è convincere gli elettori che c’è un’alternativa possibile e il voto utile è verso chi può garantire il vero cambiamento. E abbiamo dimostrato che in questi anni noi abbiamo fatto opposizione seria”. Il viceministro grillino dello Sviluppo economico Stefano Buffagni non ritiene che l’esito delle elezioni regionale e la tenuta e solidità del governo “vadano insieme”. Le regionali “avranno sicuramente impatto sulle dinamiche politiche – ha detto a margine di un incontro a Pesaro a sostegno del candidato governatore di M5s Gianni Mercorelli – ma non sul sugli obiettivi che il governo ha”. In particolare secondo Buffagni “bisogna investire sulle Marche”, una regione che “ha delle eccellenze industriali impressionanti”, garantendo “infrastrutture moderne, nuove, funzionanti”.

Nel dibattito sulle Regionali è intervenuto anche il segretario del Pd Nicola Zingaretti, a Trento per sostenere i candidati del centrosinistra alle prossime elezioni amministrative.  “Nelle elezioni regionali a sistema maggioritario a turno unico – ha detto – bisogna votare i candidati che possono vincere: c’è un popolo, un elettorato che è molto più coeso della propria classe politica, dei vertici. Se alle prossime regionali si vogliono sconfiggere le destre bisogna scegliere chi può vincere, il resto purtroppo sono voti buttati”.  Zingaretti ha aggiunto: “La differenza tra noi e la destra è che noi vogliamo tornare a vivere, ricostruire, risolvere i problemi mentre loro i problemi li raccontano ma non li risolvono. Per fortuna loro non hanno governato durante il Covid, perché li abbiamo visti: loro vogliono distruggere, picconare l’Europa. Noi, con la buona politica, siamo riusciti a dare al Paese 300 miliardi per ripartire”.

Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, a sostegno della candidatura di Stefano Caldoro alla presidenza della Regione Campania, pensa “che di Vincenzo De Luca si dovrebbe occupare la Procura di Salerno. La questione morale si pone: c’è una presidenza della Regione indegna, inefficiente. Come si fare a rieleggere uno così che è un incrocio tra Maduro e un cinepanettone perché ha l’arroganza da dittatore sudamericano però è ridicolo come i personaggi dei cinepanettone e poi si fa l’imitazione dell’imitazione che fa l’imitazione per umanizzarsi. Sono solidale – ha aggiunto Gasparri (riferendosi all’inchiesta che coinvolge il governatore, ndr) con la polizia municipale di Salerno che viene esposta da questo presidente. Alcuni vengono presi e trasformati in dirigente perché poi lui deve andare anche contromano e questo getta un discredito su gente che invece lavora nelle strade con grande fatica e sudore”.