Immagino, insieme al centrodestra, dentro il centrodestra (Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Silvio Berlusconi), una forza liberale potente. Esiste? O, meglio, può esistere in Italia? Ci vuole la forza liberale, ma non c’è. Roma conferma che ha ragione Luca Zaia. Roma vuole essere liberata dai parassiti 5 stelle e Pd. Si può avere anche a Roma uno Zaia? Giovanni Toti è conosciuto come colui che ha voltato le spalle a Silvio Berlusconi. Il popolo del Cavaliere vuole solo Berlusconi, non i suoi lacchè, che poi lo tradiscono pure. Il popolo di Berlusconi crede solo in Berlusconi, gli altri possono togliersi di mezzo e nessuno ne soffre. Strano ma è così. Queste sono solo alcune delle molte osservazioni che dilagano e riempiono in questi giorni le conversazioni degli italiani. Gli italiani vogliono votare, lo dicono e ridicono a gran voce. Ne hanno basta di questo governo della vergogna. L’Italia deve votare (e non una sola volta, ma tante volte). Si deve votare a giugno 2020 per cominciare ad individuare gli eletti utili, quelli cioè cui allo stipendio pubblico corrisponde una funzione pubblica utile all’interesse della maggioranza che li ha votati.

Saranno gli italiani a scremare via via, in base a quanto verrà fatto. E bisogna fare rispondere chi danneggia l’Italia. Ottima è l’iniziativa di togliere lo stipendio pubblico all’ineletto Giuseppe Conte – non è mai stato eletto da nessuno degli italiani– finché non fa arrivare agli italiani i soldi che non arrivano, e che fantastica a parole di recapitare. L’intera cosa pubblica e tutti gli enti pubblici in Italia non funzionano perché le nomine sono politiche, mentre al contrario è necessario siano nomine manageriali basate su effettivi risultati confermati da precedenti di successo nella gestione di imprese. Zaia, eletto dai veneti, è ad oggi il politico più in gamba perché fa ciò che gli ha chiesto di fare la maggioranza dei veneti che lo hanno eletto, ovvero fa gli interessi degli italiani. Di conseguenza gli italiani vogliono votarlo perché faccia lui, eletto dagli italiani, il presidente del Consiglio. Ci vogliono eletti e votati dagli italiani, non ineletti al potere rubato. Non funzionano. Fanno danni. E non ne rispondono neppure perché non esiste, non prevista con legge, la responsabilità politica.

Il nostro Paese è oggi bloccato da un governo di un mai eletto da nessuno degli italiani Conte dietro cui sta Sergio Mattarella, ed i cui componenti impediscono di votare perché verranno rasi al suolo e cacciati a casa. Cosa che succederà. Se non si voterà, con la rabbia degli italiani. Il Csm va chiuso ed eliminato, il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede si deve dimettere e, votando, si deve riformare la giustizia e fare tornare i giudici a fare il loro mestiere, non politico. Voti l’Italia. Basta altri, ulteriori inciuci di non eletti. L’Italia e gli italiani devono e vogliono votare. Si rientri nella Costituzione, che stabilisce che Parlamento e governo corrispondano e rispecchino la volontà – espressa e votata, manifestata e manifesta – della maggioranza degli italiani.