Una Corea per l’Italia

Coronavirus, ovvero lo strapotere del microbo. I virus pandemici non sono né eventi normali né eccezionali. Costituiscono una variabile aleatoria, della quale però non conosciamo la distribuzione di probabilità. Sappiamo tuttavia che, a causa dei disastri causati dall’uomo con la deforestazione selvaggia e la promiscuità crescente tra specie selvatiche e società urbanizzate (i cinghiali o le volpi a Roma che vanno alla ricerca di rifiuti alimentari), producono virus che per le ragioni più disparate fanno il salto di specie, andando a “colonizzare” le comunità biologiche più forti e numerose, come la nostra, completamente impreparata e dotata di un sistema immunitario che, per eccesso di difesa, auto aggredisce i contagiati dal virus. Nulla ancora conosciamo della così detta influenza “Spagnola”, che rimane negli annali come un mostro microscopico del tutto sconosciuto, visto che all’epoca erano distanti di un secolo a venire gli strumenti odierni dell’ingegneria genetica e del tracciamento genomico. Così, alla fine della Prima guerra mondiale, quel piccolo involucro nucleare esplose in un contagio continentale assoluto prima di ricevere dopo alcuni anni l’agognato “semaforo rosso” dell’immunità di gregge, mietendo nel frattempo decine di milioni di vittime tra i maschi in età adulta, in particolare. 

Ma, anche allora, siamo sicuri che reduci allo sbando e truppe militari affamate e disperate, con un sistema immunitario fortemente debilitato, divorati dai parassiti nel fango delle trincee, senza cure né medicinali, non avessero cacciato animali selvatici per sopravvivere o fossero stati morsi da un parassita presente sia nell'uomo che negli animali selvatici, facendo fare a qualche virus antico il salto di specie? Esattamente a quanto accade oggi per un ospite microscopico del pipistrello venuto a curiosare tra le lacune immunitarie di un’umanità che ha praticato con scellerata indifferenza, a causa dei suoi traffici planetari, la strategia dell’estinzione delle altre specie, con l’abnorme proliferazione dei mostri urbani delle megalopoli che sono la causa della distruzione dell’ecosistema, aggredito da industrie altamente inquinanti e onnivore di energia “sporca” (petrolio, nucleare, carbone). Il Covid-19, partito con ogni probabilità con le stesse modalità della Spagnola, ha cambiato bersaglio comportandosi come un... “Nerone” microbiologico: colpisce in modo letale la popolazione più anziana (ma solo qui da noi. Perché?)  ma risparmia i giovani e soprattutto i bambini, e predilige come la Spagnola i maschi alle femmine. Ma soprattutto, si è rivelato nemico letale della globalizzazione indiscriminata, avvantaggiandosi degli immensi, frenetici e nevrotici flussi di scambio planetari di merci e persone, entrambi veicoli perfetti per la sua diffusione. 

E il Covid-19 dimostra di avere una sua “intelligenza” naturale: anziché fare come la Sars che aggrediva violentemente le sue vittime con una letalità molto elevata, lui, geniale, si intrufola silenzioso nei suoi ospiti umani facendo il finto morto, per essere in tal modo veicolato da un numero enorme di infettati asintomatici. Poi, con misteriosa, diabolica precisione innesca focolai con un “burden” molto elevato di carica virale, che agiscono come “Cluster Bomb” diffondendo per un raggio di km il loro potenziale infettivo. E noi che cosa facciamo? Andiamo in ordine sparso, con una buona dose di egoismo suicidario. Ogni Stato e Nazione fa da sé: in Europa come in America perché qui come Oltreoceano comandano i cacicchi locali dei Governatori, a seguito della decentralizzazione dell’assistenza sanitaria territoriale stabilita dal “federalismo” (serio in Usa e Germania, molto meno affidabile qui in Italia!). La pandemia ha capovolto i pregiudizi preesistenti: il Sud (Meridione da noi, Africa e America Latina a livello planetario) giudicano “untori” gli europei e gli occidentali in genere (idem la Cina che da infettante rischia di divenire infettato con i contagi di ritorno!) e chiudono le proprie frontiere con un folgorante esempio di razzismo alla rovescia!

Ma vogliamo parlare dei prodotti farmaceutici e beni strumentali sanitari divenuti essenziali e introvabili (come tamponi, mascherine, respiratori, etc.) per fronteggiare le emergenze ospedaliere? Le poche aziende produttrici che non hanno delocalizzato in Asia sono costrette a provvedere in primis alle esigenze del loro Stato di appartenenza, mentre tutti gli altri ricorrono all’economia di guerra riconvertendo fabbrichette e piccole aziende tessili sopravvissute alla globalizzazione, pur di avere una parte di quei beni sanitari d’emergenza. Ora è bene prendere atto che i Coronavirus sono i nostri nemici di oggi e saranno anche quelli di domani. Quindi, sarebbe meglio copiare per benchmarking i modelli di difesa e prevenzione delle “Tigri” asiatiche (Hong Kong, Taiwan, Singapore, Corea del Sud), creando un centro unico di comando sul tipo di una Agency di pianificazione centralizzata che stabilisca e processi, aggiornandoli, una serie di item e di azioni da adottare in caso di emergenza sanitaria. L’Agency deve poter disporre di tutti i dati sanitari dei cittadini in regime di ordinaria amministrazione e accumulare i necessari Big data sui loro spostamenti, non appena appaia nel mondo e nel nostro Paese un Coronavirus sconosciuto e infettante. 

L’Agency va quindi dotata di poteri straordinari che scattano alla prima dichiarazione di contagio diffuso da Coronavirus a livello nazionale, provvedendo ad acquisti centralizzati e assunzione temporanea di personale medico e sanitario per fronteggiare le emergenze, in deroga a tutte le disposizioni vigenti. La sua punta di diamante tecnologicamente avanzata va individuata in un centro unico di ricerca permanente per il monitoraggio delle epidemie nel mondo, sufficientemente dotato di risorse umane qualificate e di finanziamenti pubblici e privati, cui competa la conduzione e l'arricchimento delle banche dati genomiche dei virus esistenti da mettere poi a disposizione in open source, a beneficio di tutte le organizzazioni sanitarie mondiali. I Big Data sugli spostamenti dei cittadini possono essere utilizzati già dall'inizio del contagio, emulando il modello di tracciamento digitale sudcoreano (App che interagiscono tra di loro quando le persone vengano a contatto), che consente, una volta rilevato il virus in un infettato asintomatico o manifesto, di rintracciare immediatamente i contatti da lui avuti, in modo da isolarli e confinarli in quarantena il più rapidamente possibile. 

Per tutto resto, per quanto riguarda i rimedi economico-finanziari a proposito dei disastri attuali della Globalizzazione, valgono i miei contributi precedenti sul “Qe-bis” che, a quanto pare, a causa dell'attuale pandemia, sono divenuti patrimonio comune di Usa ed Europa e delle loro Banche centrali in particolare! Una nota sul Parlamento sbarrato per Coronavirus. Trivial solution: far riunire una Camera per volta, utilizzando le sedute (poltrone) di Senato e Camera per distanziare i parlamentari. Prima e dopo ogni seduta binata, sanificare accuratamente le Aule. Mica difficile... Poi, un altro suggerimento (un Columbus's egg, in pratica) al Governo: mettete in rete con un Call Center dedicato tutti i medici che non sono coinvolti nell'emergenza, affinché interagiscono a livello centrale con tutti i cittadini italiani desiderosi di chiarimenti su sintomi e malattia derivanti da sospetto Coronavirus. Difficile?