Taglio parlamentari: la Riforma costituzionale passa con 553 sì

Il taglio dei parlamentari è legge. La Camera approva il disegno di legge costituzionale che riduce i deputati a 400 dai 630 attuali ed i senatori a 200 dagli attuali 315. L’aula di Montecitorio dice sì definitivamente, con 553 voti a favore, 14 contrari e due astenuti. Trattandosi di un disegno di legge costituzionale, era richiesta la maggioranza assoluta dei componenti dell’Assemblea, pari a 316 voti.

Il voto definitivo si è svolto a scrutinio palese. Essendo una riforma costituzionale il provvedimento, per passare, aveva bisogno della maggioranza assoluta (cioè 316 voti). Hanno votato a favore le forze di maggioranza rappresentate da M5s, Pd, Italia viva, Leu e le forze di opposizione: Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia. Ma si sono registrati alcuni distinguo personali. Uniche forze del Parlamento contrarie al taglio sono state +Europa (3 deputati) e Noi con l’Italia (4 deputati guidati Maurizio Lupi). Ha votato in dissenso dal M5s il deputato Andrea Colletti. In dissenso dal gruppo anche la dem Angela Schirò, eletta all’estero. Alla fine ha deciso di astenersi. Addirittura, +Europa ha deciso di protestare a piazza Montecitorio.

Il Movimento cinque stelle esulta. Per il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro, “è il giorno che aspettiamo da sempre. Con il sì trasversale delle forze politiche alla riduzione dei parlamentari il M5s fa la storia di questo Paese, scrivendo una stupenda pagina di democrazia. Dopo oltre trent’anni di promesse mancate il taglio di deputati e senatori è realtà: inizia una nuova stagione politica, ora al centro ci sono i cittadini”. Fraccaro garantisce “il massimo impegno per quella che sarà a tutti gli effetti una legislatura costituente”.

La “riforma Fraccaro” cambia il rapporto numerico di rappresentanza sia alla Camera dei deputati (1 deputato per 151.210 abitanti, mentre oggi era 1 per 96.006 abitanti) sia al Senato (1 senatore per 302.420 abitanti, mentre oggi era 1 ogni 188.424 abitanti).

Al termine del voto l’aula ha osservato un minuto di silenzio ed ha tributato un applauso unanime in memoria dei due poliziotti uccisi alla Questura di Trieste.