Editoria, Martella: “L’informazione è un bene collettivo”

A Palazzo Chigi, dopo Vito Crimi arriva Andrea Martella. Il coordinatore della segreteria Pd, orlandiano di stretta osservanza, è l’uomo che Nicola Zingaretti ha voluto come sottosegretario con la delega per l’Editoria. L’obiettivo evidente dei democratici, dopo il furore crimiano contro i giornali e i giornalisti, era quello di inaugurare una nuova fase nei rapporti tra la stampa e la politica. Non più guerra e subalternità ma confronto e reale pluralismo dell’informazione.

Martella, in un’intervista al QN sostiene che “l’informazione non sia solo un settore economico rilevante, ma un bene collettivo primario indispensabile per il funzionamento delle istituzioni”. Per il sottosegretario è “giunto il momento di scelte politiche capaci di avviare e consolidare un’inversione dei trend negativi che caratterizzano i principali fattori industriali e finanziari delle imprese editoriali”.

Il sistema editoriale, secondo Martella, ha bisogno “di un quadro normativo, certo, stabile e funzionale alle sfide della modernizzazione, a partire da quelle del digitale. Occorre un approccio integrato e sistemico che vada dall’editore fino all’edicolante”. Andando più a fondo sui possibili interventi, Martella spiega poi che intende impegnarsi “innanzitutto per la continuità e stabilità del sostegno pubblico, attraverso la valorizzazione delle risorse statali del Fondo per il pluralismo e la loro finalizzazione a un ventaglio di misure coordinate. Bisogna incentivare la domanda di informazione di qualità ma anche sostenere i soggetti della filiera nel loro percorso di innovazione”.