Camera, taglio dei parlamentari: ultimo atto

Oggi alla Camera si affronta la discussione finale sul disegno di legge per il taglio dei parlamentari. Domani il voto definitivo. Poi, in caso di esito favorevole, sarà referendum costituzionale. Si tratta della legge “bandiera” dei pentastellati. Una Conditio sine qua non inserita dai grillini nelle trattative per la formazione del governo giallorosso. E il Pd, nonostante abbia già votato tre volte contro il provvedimento, alla fine ha ceduto.

Naturalmente, al di là dell’oggetto del contendere, si tratta di una prova decisiva, soprattutto per la tenuta del Conte bis. Dopo il voto, i dem chiedono l’approvazione di un pacchetto di garanzie per la rappresentanza. Tra queste, l’eterno, divisivo, dibattito sulla legge elettorale. Intanto, Luigi Di Maio ha sfoderato la retorica d’ordinanza. “Chi si opporrà al taglio dei parlamentari, sceglierà la poltrona al cambiamento”.

La sfida demagogica è rivolta a tutte le forze politiche. Sulla carta, le forze che sostengono la maggioranza (M5s, Pd, Leu e Italia viva) dovrebbero votare sì. Forza Italia deciderà domani. D’altro canto, secondo fonti parlamentari, la Lega e Fratelli d’Italia potrebbero votare “sì” evitando di astenersi o uscire dall’Aula.

Il ddl vuole tagliare il numero di senatori, da 315 a 200. E dei deputati, da 630 a 400. Chiaramente la riduzione sarà operativa “dalla data del primo scioglimento delle Camere o della prima cessazione delle Camere successiva alla data di entrata in vigore della riforma costituzionale”. I deputati della circoscrizione estero passerebbero da 12 a 8, mentre i senatori da 6 a 4. Il numero minimo regionale di parlamentari diventa 3 e non più 7. Rimangono fisse il Molise (2) e la Valle d’Aosta (1).

Trascorsi i tre mesi dall’approvazione, il provvedimento diventerà legge dello Stato. Se la riforma sarà approvata con la maggioranza assoluta di 316 parlamentari, ci saranno tre mesi di tempo per chiedere un referendum: potranno farlo, come previsto dalla Costituzione 500mila elettori, 5 consigli regionali, un quinto dei membri di una Camera.