Il morbo sovranista che fa tremare l’Impero

Voi pensavate di essere cittadini italiani, gai residenti nella culla della civiltà occidentale da millenni e che si definisce “repubblica democratica”, che con il frutto del loro lavoro pagano le tasse e le imposte - la differenza non è nota a tutti - per avere in cambio dallo Stato, dalle Regioni e dai Comuni dei servizi, e pensavate (oh, puri…) che per ottenere tutto questo servisse, o quantomeno bastasse, la vostra ics su una scheda di carta copiativa con la quale sceglievate i vostri rappresentanti in Parlamento e nei vari enti regionali, locali, amministrativi e giù a cascata dovunque vi sia un incarico di nomina pubblica per la gestione della cosa pubblica, cioè la cosa di tutti noi, di tutti voi.

Ne eravate convinti, dite la verità. E invece, due giorni fa, con la fiducia più infame della storia ad un governo di ribaltatori della volontà popolare, abbiamo scoperto che in questa “Repubblica democratica” basta prendere il 18 per cento alle elezioni, più o meno, per avere ministri, sottosegretari e commissari europei come “nomina di scambio”. Addirittura, la nostra Costituzione totemica è concepita così bene ed è così attuale che consente a un non eletto da nessuno ma “scelto” o “indicato”, di diventare Presidente del Consiglio pure bis. Ci siamo svegliati e abbiamo scoperto leggendo i giornali che è del tutto irrilevante possedere un titolo di studio superiore per diventare ministro in questa democrazia egalitaria e meritocratica e che non bisogna sapere le lingue - nemmeno il francese che è lingua diplomatica, figuriamoci l’inglese - per diventare ministro degli Esteri, tanto si sa che gli italiani si esprimono benissimo a gesti. Ma questa è un’altra storia.

Tutto però dipende da chi indica chi e chi sceglie chi, il premier, stando così le cose, potrebbe sceglierlo o indicarlo anche una lobby estera in base agli interessi finanziari che ha nel nostro Paese, vulnus invincibile che i padri costituenti mai avrebbero potuto neanche lontanamente ipotizzare in quanto meccanismo totalmente estraneo ai concetti coevi di onore e di patria. E soprattutto non esisteva l’Unione europea.

Ma i tempi cambiano e quindi stamane, quando vi siete alzati e vi siete guardati allo specchio, avete scoperto di essere invisibili, probabilmente anche muti ma purtroppo non sordi né ciechi e che magari vi siete resi conto che vi indebitate per pagare le tasse a fronte di servizi che sono a pagamento: la scuola si paga, la mensa della scuola anche, gli autobus, i treni, le autostrade, il telefono, l’ospedale, la luce, la benzina, il gas... tutto è a pagamento. Perché in Italia non esistono beni o servizi realmente gratuiti che derivano solo dal pagamento delle tasse, almeno a Sydney (che è in Australia per chi non sapesse la geografia, visto che non occorre saperla per fare il ministro non una ma ben due volte), l’autobus è gratis, per capirci. O quantomeno non esistono per gli Italiani, per i migranti clandestini e non, invece, che non hanno mai pagato un euro né di tasse né per il servizio, ne esistono a decine da decenni, con evidenti ripercussioni sui nostri famigerati debito pubblico e crescita zero.

Ma il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dopo la fiducia a questo nuovo Esecutivo - il “bisconte”, che sarebbe meglio chiamare “il biscotto”, visto che il biscotto costituzionale ce l’hanno fatto alla grande - all’improvviso conviene che si debba chiedere all’Europa di rivedere il patto di stabilità. E lo chiede ora, non quando era in carica il governo precedente, chiaro no? Quindi, se continuate a guardarvi allo specchio, rischiate di trovarvi affetti da quella brutta malattia che gira e che rende invisibili e si chiama sovranismo, che indubbiamente provoca al Capo dello Stato, ai piddini, a quel che resta degli stellini, ai cancellieri dell’Impero Strasburgico, alla stampa internazionale-socialista e ai cuochi che cucinano la trippa al sugo (chef Rubio, per non fare nomi), un terrore da contagio come in un film di fantascienza, una saga quasi fantasy, tipo Guerre Stellari de’ noantri.

La verità è che la sovranità che appartiene al popolo è una fregnaccia, una bufala colossale e voi ci siete cascati. Di nuovo. È propaganda costituzionale. Della vostra ics non frega niente a nessuno, è una ics viziata, malata, sovversiva, dissidente, ignorante, da denigrare, da abbattere, secondo gli chef che cucinano frattaglie, pure con le cariche della polizia perché manifestate pacificamente nella piazza antistante Montecitorio. Che sui giornaloni però diventa “piazzetta” se straborda di gente pericolosamente armata nientemeno che del tricolore, l’arma suprema, la spada laser dei Jedi populisti che non vogliono essere sudditi ma sovrani. Che intollerabile differenza di trattamento (sempre caro Chef Rubio) con gente incappucciata che sfonda vetrine, lancia bombole, imbraccia mazze, brucia auto e ti sputa in faccia, che liberale affronto alla democrazia. Dove liberale è chiaramente una parolaccia, come sovranista e populista e, a breve, anche democratico e forse italiano.

La “cosa” insomma è diventata loro, loro dei ribaltonisti di palazzo, loro dei Presidenti della Repubblica sempre eletti per strizzare un occhio benevolo a sinistra; la cosa pubblica non è più nostra, vostra, ma è di quelli che le elezioni le perdono. E le riperdono. E le riperdono.

L’Impero colpisce ancora. E la trippa cucinata male resta sempre sullo stomaco come chi ruba il voto al popolo. Da rigettare entrambi alla prossima chiamata, grave effetto collaterale del sovranismo: l’invisibilità è transitoria.