Colpo di Stato democratico

Dunque: “Ragioniè, ragionammo...”. Dal grande Totò, il principe Antonio De Curtis (e qui si noti come i quarti di nobiltà possano anche far ridere…), al Conte (Giuseppe) privo di titoli anche perché quello vero (Paolo Gentiloni) si è trovato un feudo grande quanto una nazione in quel di Bruxelles.

Diciamola tutta: all’Italia mancano veri leader che sappiano scaldare il cuore e parlare alla testa e al portafoglio degli italiani, dicendo a chiare lettere che cosa si possa o non si possa fare avendo un debito di famiglia tanto disastroso, e con chi e perché, con quali vantaggi sistemici per noi vogliamo stringere alleanze strategiche (la Cina? La Russia? L’America?) per i prossimi venti anni. Non servono urla belluine come fossimo al banco del pesce. Né, tantomeno, serve riempire le piazze perché le tasche degli italiani restano desolatamente vuote e i minibot sono cosa troppo seria per un Paese di furbi come il nostro. Una moneta parallela si regge sull’assoluta fiducia e affidabilità reciproca di chi ne fa uso. Vedi assegni post-datati, cambiali, carte di debito, buoni pasto, etc.. Intanto, signor ministro dell’Economia ci farebbe il saldo di quante volte, dal 1948 in poi, abbiamo ripagato in interessi il nostro attuale debito pubblico? Parafrasando Don Abbondio: “Chi il carisma non ce l’ha, non se lo può dare!”. Alcuni ce l’hanno, ma stanno in un luogo politico sbagliato.

La Meloni, per esempio, si dimostra preparatissima sui dossier ed estremamente efficace nel denunciare le malefatte dei Governi pro-tempore, ma è nata dalla parte sbagliata. Se fosse stata socialista (il primo Mussolini lo era!), avendo la piena legittimità di difendere ideologicamente e a spada tratta i “laissé-pour-compte” (ovvero, i diseredati della globalizzazione, n’est pas President Macron?), sarebbe stata rispettata in Europa, rimanendo al suo posto all’interno della famiglia socialdemocratica di Strasburgo. Ma veniamo alla questione cruciale: davvero oggi Costituzione formale e Popolo sono separati, visto che la sinistra (proprio lei) che osanna la Carta fondamentale non hai mai vinto un’elezione (con l’eccezione dell’Ulivo prodiano) pur avendo gestito lo stesso il potere per decenni, grazie a manovre di Palazzo? La Storia dice che i fatti stanno così. Ma dov’è la Luna che tutti non vedono? Perché qui e in Europa, come nel resto dell’Occidente, le classi dominanti non arretrano di un passo, ma al massimo si mimetizzano? Dove sono le chiavi reali del Potere? Avete voi sentito mai parlare del “Deep State”, lo Stato profondo fatto di classi dominanti disperse sul pianeta per centinaia di migliaia di unità in tutti i gangli del potere burocratico, economico, finanziario, sociale e sindacale? Prendete i curricula di tutti coloro che sia per la parte pubblica che privata (banche comprese!) sono collocati nei posti chiave apicali e intermedi.

Allora vi accorgereste di una trama che si estende spazialmente e temporalmente in tutto il mondo fatta di centri di alta formazione comuni (guardate a quanti ministri responsabili di dicasteri chiave in economia e finanza sono passati per Goldman Sacks e altri simili think tank mondiali!), in cui le esperienze, i patti di sindacato, le amicizie personali si miscelano e si rafforzano in versione transnazionale. Perché, per esempio, i francesi sono così forti? Guardiamo all’Ena, al suo circuito di formazione per stranieri che segue di fatto la scolarità dei futuri Grands Commis d’Etat francesi, super selezionati per ceto, censo e merito: il funzionario o il quadro di una pubblica amministrazione straniera (non solo comunitaria, ma giapponese, australiana, etc.) si diploma alla scuola, dopo dieci, quindici anni diverrà a sua volta alto burocrate dell’apparato amministrativo del proprio Paese, ricoprendo posti chiave e avendo nel frattempo mantenuto fortissimi legami culturali, amministrativi e linguistici con i propri camarade d’Oltralpe.

E non crediate che finisca qui. Tutti, ma proprio tutti i funzionari nazionali tra i più preparati della Ue (e non solo!) che si trovano a operare tra Bruxelles, Strasburgo, Londra e Ginevra intessono tra di loro legami talmente fitti e stretti nel tempo da formare una sola coorte schierata a testuggine in difesa dello status quo, contraffortati dagli alti burocrati (il cui turn-over permette a tutti i partiti al potere pro-tempore di sistemare nelle alte sfere burocratiche i propri protetti!) che nei rispettivi Paesi detengono posti chiave in tutti i dicasteri, enti pubblici strategici e banche. Ecco perché, oggi, nessuna vera rivoluzione dal basso è possibile. Gli antileadership per comandare debbono farsi leadership, con tutto quel che segue. Vero Beppe (Grillo)?