Mattarella e la volontà popolare

Mi dispiace dover insistere: è Sergio Mattarella il nemico numero uno del voto degli italiani. Il “programmino” della sinistra del Pd per l’Italia, Mattarella lo realizzerà in persona, senza apparire. È già all’opera. Gli italiani devono andare a votare, in qualche modo, per evitare patrimoniale, ius soli, legge elettorale ad excludendum della volontà popolare, spartizione ed occupazione dei posti pubblici pubblicamente retribuiti, stato di polizia permanente, ingiustizia chiamata giustizia, impossibilità di esternare e far emergere la volontà degli italiani contro l’Europa franco-tedesca che ci spolpa, depredamento degli imprenditori che producono ancora qualcosa in Italia.

Il tutto sornionamente, o sicilianamente, senza che si sappia alcunché. Il peggio è già qui. Se gli si consente poi di mettere le mani sulle riforme costituzionali addio, gli italiani non toccheranno più palla né in Italia né in Europa. Ci vuole allora un referendum con cui si chiede agli italiani se vogliono votare. Senza aspettare.

Questo governo della vergogna andava e va impedito, costi quel che costi, perché nessuno da domani potrà dire niente. In piazza ieri a Montecitorio - impedite tutte le entrate dalla polizia comandata dal prefetto Lamorgese - c’era l’Italia sana e democratica, che vuole a ragione votare, e che va sostenuta a gran voce. Non è ammessa l’assenza di chi, come parte del centrodestra, non si vuole “sporcare le mani” e di fatto toglie valore al legittimo diritto a votare degli italiani.

Oggi l’Italia non solo si trova dalla parte sbagliata, ma è a un bivio pericoloso. La Costituzione italiana stabilisce che si assecondi quanto più possibile la volontà popolare. Al contrario, Mattarella impedisce il voto e va contro noi tutti, in Italia come in Europa.