Visioni da una finestra romana

Uno dei privilegi di chi fa il mio stranissimo, per molti assurdo, e per mia cugina incomprensibile, mestiere, ovvero lo storico dell’arte, c’è quello di poter spesso accedere in luoghi non da tutti.

Ieri, in compagnia di un amico, eccellente pittore di rare cose romane, invece di stare nella stracolma piazza e nelle strade intorno a Montecitorio, nella calca vociante, ho potuto godermi, lo spettacolo da una delle finestre nobiliari più preziose dell’Urbe.

Non amo le folle, mi ricordano gli sfregi giacobini, ma se ieri a Roma, ci fosse stato un Jacques-Louis David, questi avrebbe certamente potuto creare un dipinto straordinario nel ritrarre la gente accorsa come le onde del mare a proclamare il proprio dissenso. Se è mai successo dall’ultimo dopoguerra ad oggi, che una simile folla si adunasse a dichiarare “l’inverno del proprio scontento” dinanzi ai palazzi del potere italico, è stato ieri mattina.

Potrà questo nuovo Governo, vero e proprio “ippocampelefantecamaleonte” per dirla con Cyrano, continuare ad ignorare che il popolo (parola che non ho mai molto apprezzato né gradito) italiano non è con lui? Sono purtroppo certo che coloro che hanno occupato gli scranni del Parlamento, basandosi sulla Costituzione sia ben chiaro, continueranno a ignorare tutto questo e procederanno integerrimi per la loro strada, già segnata da chi realmente comanda all’estero e dietro le quinte degli scenari geopolitici internazionali.

Non è Roma che corrompe, la corruzione è insista nell’essere umano, che tanto più è infimo o mediocre, a contatto con il “potere” e soprattutto i privilegi, se ne lascia sedurre. È “l’Unico anello” di Sauron, al quale sino ad oggi hanno sempre ceduto tutti, fatti salvi pochissimi, coloro che si sono seduti a Palazzo Chigi con idee rivoluzionarie. “Il potere corrompe chi non ce l’ha” diceva con sagace battuta la buonanima di Giulio Andreotti, ed è vero, ma ancor più corrompe chi prima lo disprezzava e adesso l’ha assaporato leccandone la crema. Non tutte le droghe si inalano o si iniettano, alcune entrano sottopelle sino a impregnare le ossa con gli slogan politici e il consenso popolare.

Ma voi non fateci troppo caso tanto chi scrive è soltanto un vecchio, fottuto aristocratico delle idee, che pertanto rigetta ogni facile demagogia, ogni banale tentativo di sovversione sapendo che tristemente poi questa si tramuta di oppressione, tanto peggiore se travestita da democrazia.