Il ritorno degli ideologismi

Anno 2019. Un vuoto di cultura si è impadronito del Palazzo. Le culture politiche sono quotidianamente oscurate dall’ignoranza al Potere. I toni accesi ed estremistici, le frasi che sobillano gli istinti e la rabbia, le ingiurie scagliate con acredine contro gli avversari politici, il linguaggio basso come cifra stilistica del lessico partitocratico, gli attacchi fanatici e gli slogan facili espressi in modo dogmatico e integralista stanno riportando in auge gli ideologismi novecenteschi che pensavamo ormai superati dalla storia.

La scarsa cultura politica e dei politici è il vero limite dei partiti e delle liste elettorali di oggi, a cominciare dalle organizzazioni più votate e blasonate. Quando il linguaggio s’impoverisce, inevitabilmente s’impoveriscono anche i pensieri che dovrebbero sostenere le azioni.

Addirittura, ogni giorno di più, tra i nostri governanti, c’è chi fa sfoggio della propria incompetenza, chi disprezza la cultura, chi rivendica in modo spasmodico l’identità ma stando ben attento a non risvegliare la memoria. In tal modo, si mettono in funzione tutti quei meccanismi che fanno leva sui rancori, sull’egoismo, sulle paure. In tale contesto, c’è chi supplisce alla propria ignoranza facendo del pragmatismo una vera e propria ideologia, invece di migliorare se stesso colmando questo vuoto con la cultura. Infatti, tra i populisti c’è chi cancella la storia, chi ironizza sui grandi ideali, chi non assapora il gusto e la qualità della grande letteratura o non si dedica mai al nutrimento della mente e del cuore anche attraverso la poesia. Si esalta così chi non studia e chi deride una pagina di filosofia. Ma chi non coglie la bellezza del dialogo non sarà mai un politico perché resterà sempre e soltanto un politicante, un uomo di potere, un affarista, un faccendiere, un vuoto a perdere.

Qui da noi, insomma, c’è chi confonde la Politica con il Potere e si confonde così la Forza con il suo Lato Oscuro. Questa notte ho sognato che la cultura, il pensiero, la parola, il respiro della memoria e il vento di libertà fossero tornati a stimolare le coscienze. Ho sognato politici che sfogliavano, rapiti dalla curiosità, i testi di Cicerone e di Giambattista Vico, di Benedetto Croce e Gaetano Salvemini. Ho sognato una classe politica colta, sensibile, in dialogo continuo con Socrate, Kant, Popper, ma senza darsi il tono degli eruditi, senza superbia, anzi: con un bel po’ d’umiltà. Perché la Politica è la Forza e la forza è l’umiltà. Perché la Libertà è conoscenza, consapevolezza, amore, competenza, preparazione.

Ho sognato una classe politica capace d’interpellare Shakespeare, Leonardo Sciascia o Luigi Pirandello così come si dialoga con gli amici durante una passeggiata o davanti ad un caffè. Con semplicità. Con sincerità. Con passione. E allora?

Arrivati a questo punto, credo che la politica necessiti di filosofia, di amore per la sapienza, di pensiero, di uomini e donne dediti alla riflessione, all’arte, al dubbio e al ragionamento. Per dare finalmente spinta all’azione corsara. Arriverà quel giorno. Arriverà quando il tempo porterà la luce della politica ad illuminare il buio dell’ignoranza.

Secondo i Corsari, infatti, il tempo gioca un ruolo più incerto del solito e si possono solo fare ipotesi, almeno sulla carta, senza però poter azzardare alcuna previsione sulla durata dell’attuale legislatura parlamentare e su eventuali ricadute. I sogni sono una promessa di futuro se accompagnati al minimo comune denominatore della libertà, della responsabilità, cioè del pensiero e del metodo liberale. Invece, assistiamo al ritorno degli ideologismi, dei vuoti umani e culturali, che uccidono le culture politiche. Infatti, i toni cruenti, i dogmatismi, gli autoritarismi sono sollecitati per alimentare meglio e di più il Potere, il Leviatano.

Sarebbe necessario, perciò, riconoscersi in un rinnovato pensiero liberale. È la costruzione di un campo “altro”. In alternativa a tutte le spinte illiberali, populiste, demagogiche del Potere e dell’antipolitica. È la sfida per il futuro. Quindi, è un sogno che i Corsari portano avanti in alternativa ai Pirati di oggi che, sul vuoto di cultura, stanno erigendo il ritorno degli ideologismi.