Fi, Toti: “Primarie per decidere leader e programma”

Per conquistare Forza Italia le primarie sono indispensabili. Ne è assolutamente convinto Giovanni Toti. Il presidente della Regione Liguria e coordinatore del partito le dà per scontate. “È ovvio – sostiene – che le primarie si fanno per scegliere qualcuno che poi decide per il partito, non è che si fanno per fare esercizio fisico”. La questione dirimente è ormai un’altra: saranno “aperte” o “chiuse”? Vale a dire: riguarderanno gli elettori dell’area di centrodestra o saranno riservate agli iscritti al partito?  

Intervenendo nel corso di Agorà estate, su Rai Tre, Toti ha detto che “fare le primarie per non decidere nulla mi sembrerebbe un imbroglio francamente piuttosto sofisticato. Quando parlo di primarie per decidere la dirigenza del partito, intendo la dirigenza che eserciterà le deleghe politiche, farà gli accordi con i partiti e stabilirà un programma. Dopodiché io mi candido e chi sarà adatto a fare il segretario politico del partito lo decideranno spero centinaia di migliaia di persone andando a votare sulla base di un programma politico”.

Toti è convinto che Forza Italia oggi riguardi “il 6 per cento degli elettori, l’area politica del partito stando ai sondaggi più restrittivi riguarda il sentimento di un 20 per cento dell’elettorato”. Il tema secondo il governatore è “come mettere il 6 per cento dentro al 20 per cento, unirli insieme e costruire un partito che sia alleato della Lega e di Fratelli d’Italia, che parli a un blocco sociale a cui oggi nessuno riesce a parlare con facilità, come i 40 mila pro Tav o le mamme che non trovano un posto all’asilo nido. Il tema è che ne facciamo di un partito che al 6 per cento continua a decrescere, se non è il caso di pensare a un partito più grande che aggreghi altre persone senza escludere nessuno, a partire dal suo fondatore, ma allargandosi”.

Eppure, nonostante la “fuga in avanti”, secondo il governatore, “non è possibile immaginare Forza Italia senza Berlusconi. Ma non ce n’è neanche bisogno di pensarlo. Forza Italia senza Berlusconi equivarrebbe forse due punti in meno di quanto vale e non avremmo risolto assolutamente niente. Il tema è come immaginare Forza Italia con Berlusconi e anche con tutti coloro che nell’ultimo decennio se ne sono andati perché ritengono la nostra classe dirigente autoreferenziale, di non essere stati ascoltati, di non aver avuto una tribuna per dare le loro idee, di non aver avuto modo di confrontarsi. Quando chiedo le primarie aperte e di superare Forza Italia, intendo che Forza Italia è la base di un grande partito popolare che deve tornare ad aprirsi”.

Per Mara Carfagna, avversaria interna di Toti, “Forza Italia deve smettere di essere ostaggio del dibattito sulle regole, è sicuramente un processo importante che apre alla democratizzazione e alla partecipazione di tutti i militanti, simpatizzanti e dirigenti, ma un partito non vive di sole regole. Dobbiamo ritornare a parlare al Paese reale, dobbiamo dare un progetto, delle speranze, dei sogni. Scriveremo le nuove regole, ma nel frattempo dobbiamo occuparci dei problemi dell’Italia, recuperando terreno proprio su quei temi che la Lega ha abbandonato, partendo dalla riduzione delle tasse”.

La vicepresidente della Camera e coordinatrice nazionale di Forza Italia, intervistata da Maria Latella e Oscar Giannino su Radio24, ha detto che “il Carroccio ha tradito i suoi elettori su questo argomento perché la pressione fiscale nell’ultimo anno è aumentata, sono stati bruciati miliardi degli italiani per misure assistenzialiste e propagandiste, come il reddito di cittadinanza, questi miliardi Forza Italia li avrebbe destinati alla riduzione delle tasse. La ricetta del governo gialloverde è sbagliata e lo dimostrano l’economia che è ferma e l’occupazione che stenta a crescere”.

Secondo Mariastella Gelmini, la “terza incomoda” nella conquista della leadership del partito, “è arrivato il momento di lasciarci alle spalle le polemiche interne per restituire a Forza Italia quella centralità che ha sempre avuto. Per tornare a essere protagonisti del cambiamento, dobbiamo puntare a un congresso delle idee, senza cadere nell’errore di scivolare in individualismi esasperati che non sarebbero compresi dai nostri sostenitori e che non hanno senso in un movimento la cui leadership non è in discussione”.

Attraverso una nota, la presidente del gruppo Forza Italia alla Camera, sostiene che il partito rappresenti “una grande comunità che deve restare unità nel segno del rispetto reciproco. Un congresso, dunque, con proposte chiare e aperto alla società che cambia. E se la decisione cadrà sulle consultazioni popolari saranno, senza trucchi e giochetti, primarie delle idee e non dei personalismi. Non possiamo e non dobbiamo cedere né alle tifoserie, né al catastrofismo, perché c’è ancora uno spazio politico enorme che possiamo occupare solo noi. E dobbiamo farlo per il bene dell’Italia, per assicurare ai nostri figli un Paese più libero, più ricco è più giusto”.