Bufera procure, Poniz: “Carrierismo vera questione morale”

Luca Poniz affronta la questione morale nell’universo giudiziario. Intervistato dal Sole 24 Ore, il nuovo presidente dell’Anm sostiene che “la stragrande maggioranza dei magistrati italiani non si riconosce nelle condotte che stanno emergendo. Anzi, giustamente considera offensivo qualsiasi accostamento. E tuttavia non le può e non le deve ignorare, serve uno scatto etico perché tutti noi siamo all’altezza di un compito difficile ma cruciale come l’amministrazione della giurisdizione. Anm stessa deve essere promotrice di un confronto ampio e senza reticenze. Senza nessuna volontà di nascondere la spazzatura sotto il tappeto: la richiesta di trasmissione degli atti per l’avvio di un procedimento disciplinare interno va in questa direzione”.

Quanto al carrierismo malato delle toghe, Poniz non ha dubbi: “È vero. Ed è questa la vera questione morale. Però come Anm non siamo stati certo reticenti, abbiamo denunciato già da tempo, ci sono i nostri congressi e non solo a provarlo, buon ultimo quello di Siena, le distorsioni di un sistema al quale però troppi sono sensibili”.

Il presidente dell’Anm è convinto che “Il Testo unico della dirigenza sia stato una grande illusione, quella di tipizzare il più possibile tutti gli elementi da prendere in considerazione per l’assegnazione degli incarichi. La realtà però si è dimostrata quella di una totale sottovalutazione del lavoro tipico di un magistrato, quello giudiziario, a vantaggio di quelli extragiudiziari o paragiudiziari. Così si è costruito un percorso lungo il quale il magistrato molto ambizioso sa benissimo su cosa puntare per ottenere meriti da fare valere”.