Bufera procure, Zanda: “Lotti valuti se lasciare il Pd”

Nicola Zingaretti mantiene una posizione attendista sul coinvolgimento del dem Luca Lotti nella bufera sulle toghe. Il tesoriere del Pd Luigi Zanda, no. Va dritto al punto. “Io non giudico nessuno, ma Luca Lotti ora valuti attentamente se è il caso di lasciare il Pd finché non sarà chiarita la sua posizione”. Intervistato dal Corriere, il senatore sostiene che ieri ci sia stato “un salto per quanto riguarda la gravità di giudizio su questa vicenda. Mi riferisco alle parole del procuratore generale Fuzio, il massimo rappresentante dell’accusa, riguardo la volontà di ‘un imputato che ha influenzato la scelta del procuratore’ che sostiene l’accusa contro di lui”, rileva Zanda, secondo cui “Lotti, che è un dirigente di rilievo del Pd, deve riflettere attentamente sui prossimi passi da compiere”.

Invece, “Ferri non è neanche iscritto al Pd: può fare quello che vuole, casomai valutare la sua posizione in commissione Giustizia”. Lotti e Ferri, prosegue Zanda, “sono due parlamentari del Pd che hanno una loro vita privata e che autonomamente prendono iniziative. Se si sono occupati di nomine con alcuni togati del Csm, non hanno certo chiesto l’autorizzazione al Pd”.

Sul vicepresidente del Csm David Ermini, “dalle intercettazioni emergerebbe il modo sguaiato in cui alcuni magistrati e Lotti si riferiscono a Ermini. Forse proprio perché sta facendo il suo dovere con rigore”, commenta Zanda. Il senatore del Pd si dice “colpito dall’impatto costituzionale che questa vicenda può avere sul Csm. È una cosa seria. Uomini delle istituzioni devono avere rispetto per l’autorità istituzionale”. A nessuno, sottolinea, “venga in mente di strumentalizzare un’inchiesta per provare a minare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura. Perché l’opposizione del Pd raggiungerebbe un livello inusitato”.

Intanto, un altro togato del Csm coinvolto nella riunione con Luca Palamara e Luca Lotti sulla nomina del procuratore di Roma, ha presentato le dimissioni. Si tratta di Corrado Cartoni di Magistratura Indipendente. “Non ho mai parlato di nomine”, le dimissioni sono state date per “senso delle istituzioni”. È quanto scrive l’ormai ex consigliere del Csm Cartoni nella lettera, in cui annuncia il suo passo indietro, indirizzata al vice presidente del Csm David Ermini. “Ho rassegnato stamattina le dimissioni da Consigliere del Csm – sostiene Cartoni – non per ammissione di responsabilità, ma per senso delle istituzioni Non mi è stato consentito di difendermi, e lo farò nel procedimento disciplinare. Preciso che non ho mai parlato di nomine, come erroneamente oggi mi attribuisce un quotidiano”. Cartoni ringrazia “le centinaia di colleghi che, silenziosi, in questi giorni tremendi mi hanno manifestato la loro stima ed il loro affetto”. E augura “buon lavoro” ai colleghi consiglieri e a chi subentrerà.

Sul caos nel Csm interviene anche il vicepremier Matteo Salvini. “Non entro nel merito di quello che sto leggendo – rileva – ma mi permetto di dire, l’ho detto in altre occasioni e lo dico adesso che coinvolge magistrati, che è incivile leggere sui giornali intercettazioni che non hanno rilievo penale. Spero che essendo coinvolti anche i magistrati questa volta, finalmente questo volgare e indegno canale di comunicazione tra alcuni uffici delle procure e alcune redazioni di giornali si interrompa, perché non è degno di un paese civile”.

Per il leader leghista, “quello che serve all’indagine è giusto che venga conosciuto, le chiacchiere senza rilievo penale non devono finire sui giornali. L’ho detto a Bonafede e al premier Conte: o la riforma della giustizia si fa adesso, o non si fa per i prossimi cento anni. Penso che settimana prossima, mercoledì o giovedì, ne parleremo col ministro Bonafede”. Rispondendo a chi gli chiede se sia giusto azzerare il Csm, Salvini replica: “C’è il presidente della Repubblica che ha piena consapevolezza della materia e sono l’ultimo che può dargli indicazioni”.

Critiche a Salvini giungono via Twitter dal vicesegretario del Pd ed ex ministro della Giustizia Andrea Orlando. “È incredibile che Matteo Salvini lamenti ‘la pubblicazione di intercettazioni senza rilevanza penale’ dopo che tra i primi atti del suo governo c’è stato il blocco della riforma. #fosforo”.