Moscovici: “Bene impegni Tria-Conte, ma serve di più”

Pierre Moscovici valuta positivamente l’atteggiamento di Giuseppe Conte e Giovanni Tria. Il commissario agli Affari Economici della Ue lo ha detto chiaramente. “Accolgo con favore gli impegni di Tria e Conte. So che agiscono in buona fede e con buona volontà per un accordo, ma ci servono più dati, più impegni, fatti, e misure necessarie, perché alla fine le regole sono regole e i conti devono tornare”.

Per Moscovici, “è in questo spirito che dobbiamo avere scambi con le autorità italiane, in questo momento una procedura è giustificata, vogliamo evitarla, ma per farlo dobbiamo assicurare che le regole siano rispettate nel 2019 e 2020”.

Intanto, dopo dodici ore di negoziato notturno i ministri delle Finanze Ue hanno trovato una parziale intesa per dotare l’unione monetaria di un proprio bilancio. Il nuovo strumento servirà alla convergenza e alla competitività, come chiesto soprattutto dall’Olanda. Sarà utile per finanziare riforme e investimenti.

Il ministro dell’Economia, entrando all’Ecofin, ha detto che “non solo la Francia ma tutto l’Eurogruppo ha preso atto delle conclusioni della Commissione e invitato ad andare avanti nel dialogo. Rimango ottimista”.  Al commissario Moscovici “anticiperò i nostri programmi per questo e l’anno prossimo”, ma “l’unico problema è che poiché siamo a metà anno non ci saranno documenti nuovi da far uscire ma dobbiamo dimostrare quello che stiamo facendo”.

Per Tria, “l’azione concreta chiesta dalla Commissione Ue è far vedere perché noi diciamo che possiamo arrivare ad un abbassamento previsto del deficit di 0,2 punti in meno. Dovremo dargli le cifre, da dove vengono”.

In una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia, scrive che “il ministro dell’Economia Giovanni Tria è partito ieri mattina per l’Eurogruppo con nella valigetta i conti da mostrare ai funzionari europei, quelli che avrebbero dovuto convincerli che la manovra correttiva non è necessaria perché il deficit misurato è inferiore alle previsioni della Commissione, per effetto delle maggiori entrate e delle minori spese”.

Secondo Brunetta, “questo è il mandato affidatogli dai due vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Il povero ministro Tria, una volta giunto in Lussemburgo, ha però subito capito che le dimostrazioni contabili non era quanto i ministri delle finanze europei si aspettavano portasse in dote. Avrebbero voluto, infatti, la promessa di correzione dei conti e dell’aumento dell’Iva nella prossima finanziaria. Purtroppo per il ministro, una promessa che non poteva fare, perché per far quella, i comandi avrebbero dovuto essere diversi”.