Gli stolti sciacalli giustizialisti

Chi è giustizialista, chi richiede le manette a destra e a manca, chi vuole le dimissioni (spesso a senso unico) di fronte ad un semplice avviso di garanzia; ecco chi la pensa così certe cose non le può capire (per limiti mentali o per esaltazione schizofrenica da altri addotta). Invece chi è garantista ritiene che, fino al terzo grado di giudizio, qualsiasi indagato è potenzialmente innocente, anche se è del Movimento Cinque Stelle.

Loro, invece, questo fanno finta di non capirlo ed allora è sufficiente postare sui social network un messaggio che riporti che un avversario politico (meglio se del Partito Democratico) abbia ricevuto un avviso di garanzia ed ecco che una serie di stolti sciacalli famelici commentano la notizia con frasi al limite di Codice penale. Gli insulti, poi, sono oramai all’ordine del giorno. Stessa gragnola di scuse non si registra se, gli stessi inquisiti, vengono poi assolti in fase di giudizio.

D’altronde, i ceffi ai quali che ci stiamo riferendo, oltre che al Fatto Quotidiano ed a Marco Travaglio, si ispirano anche alla gestualità dei vari Giarrusso e compagnia sonante i quali, a loro volta, fanno dell’esibito giustizialismo manettaro la loro bandiera politica o pseudo tale.

Si chiamino Nicola Zingaretti o Marcello De Vito (sia pure nelle differenti posizioni processuali), per chi scrive tutti sono innocenti fino, appunto, al terzo grado di giudizio. Agli sciacalli, invece, sommessamente consigliamo di guardarsi intorno: continueranno a vederne delle belle!