I guai della Raggi, dalla Muraro a De Vito

L’arresto, stamane, per corruzione del presidente dell’Assemblea capitolina Marcello De Vito (M5s), coinvolto nell’inchiesta sullo Stadio della Roma, fa passare in second’ordine i grattacapi di ordinaria amministrazione per il Campidoglio, dalle buche agli alberi, e richiama alla mente le grane giudiziarie che in questi anni hanno tormentato l’amministrazione capitolina a guida M5S: assessori indagati e allontanati come Paola Muraro, arresti nello staff della sindaca (quello di Raffaele Marra), fino al processo che ha visto la stessa Raggi assolta nel novembre del 2018. Processo nato dall’inchiesta nomine che è stata senza dubbio la più spinosa per l’amministrazione Raggi: ha riguardato anche la designazione a capo del Dipartimento Turismo di Renato Marra, fratello di Raffaele, già vice capo di gabinetto ed ex capo del personale poi arrestato.

Una nomina che secondo l’Anac era avvenuta in pieno conflitto di interessi che gravava proprio su Raffaele Marra, poi arrestato per un’altra vicenda. Fu questo il primo arresto eccellente di uno dei fedelissimi del Raggio Magico. L’accusa era di corruzione nell’ambito di una compravendita di un appartamento dal costruttore Sergio Scarpellini: fatti antecedenti alla sua nomina nell’amministrazione Raggi ma che si riverberarono politicamente sul Campidoglio a 5 stelle. Sulla figura di Raffaele Marra la sindaca poi ammise di avere fatto “errori di valutazione” e la nomina del fratello Renato fu revocata. Sotto accusa fu anche la nomina a capo della segreteria di Salvatore Romeo, una vicenda archiviata ma che costò a Romeo il posto. Prima ancora Raggi dovette affrontare la vicenda giudiziaria che travolse l’allora assessore all’ambiente Paola Muraro risalente al 2016: Muraro fu raggiunta da un avviso di garanzia per presunte violazioni del Testo Unico sull’ambiente con l’ invito a comparire davanti ai magistrati della Procura di Roma. Il 12 dicembre di quell’anno, con un comunicato inatteso, all’una e mezza di notte, e poi con un video di pochi secondi, la sindaca Virginia Raggi sul suo profilo Facebook annunciò le dimissioni dell’assessore capitolino all’Ambiente. Più recente la bufera giudiziaria sullo Stadio della Roma, targata giugno 2018. Tra gli arrestati Luca Lanzalone, 49 anni, avvocato, superconsulente e ormai ex presidente di Acea. Oggi l’ultimo scossone.