Social e castronerie

Per carità, noi siamo rispettosi della libertà di ognuno di esprimere qualsivoglia idea, principio, opinione o baggianata. Poi però esistono dei limiti che, soprattutto chi ha una carica pubblica, non dovrebbe oltrepassare.

Invece esiste un personaggio che non perde occasione per straparlare (soprattutto via social) contro tutti. E lo fa tentando di scimmiottare il suo “capo” che, però, il comico lo fa come professione.

Il nostro, invece, si diverte ed allora, ad esempio, prende in giro i sindacati nell’organizzazione della recente manifestazione nazionale che ha radunato a Roma circa 200mila persone: lui, spassoso ed ironico come non mai, si preoccupa dei panini forniti ai partecipanti al corteo anzichè analizzare i motivi della protesta sindacale.

L’altro giorno poi - ed anche Open di Enrico Mentana si è occupato dello stravagante soggetto - commentando le primarie del Pd di domenica scorsa, il tipo in esame si è lasciato andare con il seguente commento su Facebook: “1,8 milioni ai gazebo per gli organizzatori. Per la Questura? Più che ai gazebo stanno ai domiciliari”. Con ciò dimostrando di non capire che cosa possa essere la democrazia diretta (lui abituato a scambiare per “democrazia partecipativa” quella espressa via web da poche decina di migliaia di persone nascoste dietro ad una tastiera) né di avere rispetto per chi è agli arresti domiciliari in attesa di giudizio (e forse neppure quest’ultimo basilare concetto di garanzia sarà per lui facilmente comprensibile). E facendo altresì finta di nulla sul fatto che proprio lui è stato eletto nel listino bloccato del collegio Lazio 2 grazie ad una candidatura ottenuta grazie a sole 68 (dicasi sessantotto) preferenze attribuitegli sulla piattaforma Rousseau.

Non contento della prima castroneria social scritta, il medesimo tira fuori dal suo arido cilindro un altro ”capolavoro” sulla linea di quello precedente: “1,8 milioni per gli organizzatori? Per la Questura quanto? E per la Finanza? 3.6 milioni nelle casse del partito (Iva esclusa)”. A quello che sappiamo nei gazebo del Pd vengono rilasciate ricevute per ogni contributo percepito ed il totale viene dichiarato nelle varie entrate del partito, ma non siamo di certo noi a voler essere i difensori dei dem: ci limitiamo soltanto a scrivere ciò che è a noi noto. Viceversa, siamo invece venuti a conoscenza delle varie e spesso inspiegabili spese sostenute (apparentemente in maniera ingiustificata) da alcuni dei suoi amici parlamentari e alle quali il nostro non fa alcun riferimento.

Imperdonabile nostra dimenticanza e relativo chiarimento. Fino ad ora ci siamo riferiti a Gabriele Lorenzoni, deputato (suo malgrado) del Movimento Cinque Stelle.