Migranti, Di Maio: “Cambiare regole d’ingaggio”

Non è solo lo scontro Salvini-Trenta a monopolizzare il dibattito politico di queste ore. “Finché la missione Eunavformed rimane in piedi, gli unici porti sono quelli italiani ma l’obiettivo nostro è cambiare le regole di ingaggio della missione”. Lo afferma il vice premier Luigi Di Maio a Radio1 sulla polemica fra il ministro dell’Interno e della Difesa in merito alle dichiarazioni di Salvini sullo stop all’approdo in Italia alle navi internazionali che trasportano migranti.

“Mi ricordo che un anno fa sono stato a parlare con Frontex e mi spiegarono che il governo Renzi diede la disponibilità di portare i migranti nei porti in cambio di punti di flessibilità usati per il bonus degli 80 euro - aggiunge Di Maio - Noi chiederemo flessibilità senza barattarla in cambio dell'apertura dei porti”. Di Maio sottolinea quindi che, a livello europeo, “deve cambiare la musica. Queste navi devono portare i migranti in tutti i porti. Se c’è bisogno di flessibilità non la baratteremo con l’apertura dei nostri porti ma la chiederemo perché è un diritto dell’Italia come quella degli altri paesi europei”.

Per il vicepremier anche la Germania sta iniziando a cambiare linea sull’immigrazione, il problema è arrivato fin nel cuore dell’Europa. Vale per l’immigrazione e per l’austerity. Sono rimasti in pochissimi a dire che va tutto bene nell’Unione Europea. E mentre gli altri stanno precipitando nel consenso come quello di Macron, il governo italiano è il più forte con un consenso altissimo”.

Poi entra a gamba tesa nel dibattito l’ex premier, Matteo Renzi: “Su flessibilità e immigrazione Di Maio e Toninelli mentono”, afferma. “Due ministri del governo italiano, Di Maio e Toninelli, continuano a mentire anche oggi a proposito di flessibilità europea e immigrazione - scrive Matteo Renzi su Facebook. Quei due o sono bugiardi o sono ignoranti, nel senso che ignorano i fatti. E mi spiace dirlo, trattandosi di membri del governo del nostro Paese. Basta però ricordare la realtà. La flessibilità - annunciata a Strasburgo il 13 gennaio 2015 - era parte integrante dell’accordo per eleggere Juncker. Non c’entra nulla con le politiche migratorie. Nulla. Era un accordo politico di risposta all'austerità del Fiscal Compact. Sono due dossier politici diversi”. Renzi invece rivendica il salvataggio di vite umane in mare: “È un punto di onore e di dignità”.