Aquarius, l’Italia convoca ambasciatore francese

Non si placa lo scontro diplomatico tra Italia e Francia con la Farnesina che ha convocato l’ambasciatore francese. La polemica riguarda, neanche a dirlo, la nave Aquarius. È partita nella serata di martedì alla volta di Valencia, scortata da due imbarcazioni italiane.

Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha attaccato nuovamente il governo francese attraverso i suoi profili social: “I francesi fanno i fenomeni ma hanno respinto più di diecimila persone alle frontiere con l’Italia, tra cui moltissime donne e bambini”. Intanto a Catania è arrivata stamattina la nave Diciotti, con a bordo 937 persone salvate in mare.

In Libia, invece, ci sarebbero 50 mila profughi pronti a salpare verso il Belpaese. In attesa del suo intervento in Senato, Salvini non sembra voler attenuare i toni della polemica con Parigi: “Ricordo che, sul fronte Nord Africa, paghiamo tutti l’instabilità portata proprio dai francesi in Libia e a sud della Libia. L’Italia oggi è tornata centrale e ha risvegliato l’Europa, spero che tutti i Paesi diano il loro contributo per l’obiettivo comune: difesa delle frontiere esterne, difesa del Mediterraneo”, scrive il ministro dell’Interno sui suoi account social.

Intanto Gabriel Attal, il portavoce di En Marche, il partito di Macron, che ha definito “vomitevole” la posizione italiana fa un passo indietro e in un’intervista a Repubblica afferma: “Non ho nulla contro l’Italia, forse ho usato una parola sbagliata ma è stata una reazione a caldo, vedendo quello che stava succedendo. Al di là del termine usato, volevo esprimere il mio shock per una decisione che mette in gioco le vite di donne e uomini”.

L’inquilino dell’Eliseo, ha fatto sapere il governo francese, vuole parlare con le autorità italiane così come con quelle maltesi e spagnole. Altrettanto dura la replica di Palazzo Chigi: “L’Italia non può accettare lezioni ipocrite da Paesi che in tema di immigrazione hanno sempre preferito voltare la testa dall’altra parte”. Ma la polemica coinvolge tutta l’Europa, a partire da Bruxelles, dove ricordano che l’Italia è da ringraziare, fino all’Ungheria di Obran che sulle scelte di Salvini esclama: “Finalmente!”.